Costa dei Trabocchi. 'Regolamento 'Via Verde'? E' nullo. E' schizofrenico e fatto nell'interesse di pochi'. Nasce il coordinamento Tuviva

"Sono 53 le aree di risulta che, invece di avere come linee guida la funzione pubblica,  privatizzano la Costa dei Trabocchi". Decine di associazioni ambientaliste e imprese turistiche, insieme, raccogliendo anche adesioni, continuano e allargano la protesta contro la bozza di Regolamento della Provincia di Chieti per la gestione della "Via Verde" della Costa dei Trabocchi.

Insieme hanno dato vita al coordinamento Tutela delle Vie Verdi d'Abruzzo - TU.Vi.V.A., un movimento che ha come primo obiettivo di far sì che la "Via Verde" della Costa dei Trabocchi "non sia snaturata a suon di cemento e antropizzazioni"

"Strade e parcheggi su zone verdi, commistione tra auto e bici, concessioni previste ad hoc per specifici ristoranti, trasformazione di vaste aree per chioschi e banchi di vendita: basta guardare la cartografia allegata alla proposta di Regolamento per capire in maniera inequivocabile che si cela dietro questa operazione condotta così maldestramente: un vero e proprio sacco a discapito della bellezza del nostro territorio".

Ecco svelate, dunque, "le mappe dello scandalo" e dello scempio, attraverso esempi concreti, contestando il destino al momento riservato alle aree di risulta della ex ferrovia di Stato, (zone dal punto di vista naturalistico valutate le più pregiate). “Noi non siamo quelli del "no" - si fa presente - non siamo contrari a servizi, ma non va replicato ciò che già c’è.  Al contrario di quanto dichiarato dal presidente della Provincia, quasi tutte queste 53 aree saranno concentrate in due tratti, tra il Trabocco di Ponte Mucchiola e il centro di Fossacesia, ben 33, e tra Punta Penna e Vasto Marina, altre 10. Altro che sviluppo equilibrato del litorale. Un piano "schizofrenico", quindi, anche per quanto attiene ai servizi, senza alcuna logica se non quella di accontentare pochi a discapito di molti. Se poi, la qualità architettonica sarà quella delineata proprio dalla Provincia con quel capolavoro, di cui auspichiamo il rapido abbattimento, rappresentato dai bagni vista mare, già esistenti sia a Vasto che a Fossacesia, immaginiamo che potrà accadere lasciando sostanzialmente mano libera per decenni. Che dire poi della partecipazione della cittadinanza, relegata ad un percorso del tutto informale, visto che non vi è traccia di avvisi, bandi, termini precisi ecc., con documenti diffusi a macchia di leopardo e con le cartografie addirittura sui generis per una pianificazione essendo su file per Google Earth?"

"Regolamento ad oggi illegittimo", si tuona ancora, perché manca la "Valutazione ambientale strategica, nonostante l'obbligatorietà imposta dalle leggi europee. Inoltre, interessando direttamente o indirettamente numerose Zone speciali di conservazione, deve anche essere assoggettato a Valutazione di incidenza ambientale su specie e habitat secondo quanto previsto dal Decreto 357/1997.

Per sottolineare ulteriormente l'importanza del tratto di costa, si ricorda che la Sovrintendenza ha già avuto modo di sottolineare l'esistenza di ben sette aree archeologiche nel tratto Ortona-Vasto, con i relativi vincoli. A queste si aggiungono le altre zone vincolate sotto l'aspetto paesaggistico e dei beni culturali e monumentali: basti pensare agli stessi trabocchi, alla costa stessa e, tra gli altri, al sito di San Giovanni in Venere. Di tutti questi aspetti, la bozza di regolamento non solo non ne tiene conto, ma ne determina lo svilimento, in frontale contrasto con ogni previsione del decreto legislativo 42/2004 – Codice dei Beni Culturali".

Osservazioni, a tal proposito, sono state inviate a Provincia, Regione, Soprintendenza all’Archeologia, Belle arti e paesaggio e a tutti i Comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo.  "Se vogliamo accogliere adeguatamente turisti da tutto il mondo – aggiungono le associazioni - serve tutelare attentamente il territorio all'insegna della leggerezza e della qualità, mettendo al centro la difesa del bene comune".  19 dic. 2020

Maria Isabel Aganippe

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