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E' tornata al suo antico splendore san Francesco con la Natività, tela dell’Ottocento realizzata da Nicola Ranieri da Guardiagrele. Dopo il restauro, mercoledì sera, è stata nuovamente riposta nel suo luogo naturale, sopra l’altare laterale sinistro (foto) nella chiesa della Madonna dell’Assunta di Treglio (Ch). 
E' stato lungo il processo di recupero, durato circa 3 anni: l’artista che ha eseguito tutte le operazioni è Gastone Costantini (foto in basso), pittore e restauratore già dedito a far riemergere la bellezza di opere antiche.
"Nel 2015 ho prelevato dalla chiesa la tela e ho restaurato l’opera all’interno del Museo diocesano di Lanciano. Prima di intervenire, ho effettuato tutte le indagini necessarie per comprendere meglio le caratteristiche della tela", racconta Costantini. La tela è alta circa due metri e quasi un metro e quaranta centimetri larga. 

Purtroppo da subito, prima dell’intervento, il dipinto ha evidenziato alcuni problemi."Nei due secoli scorsi l’opera originaria era stata completamente rifatta nella parte bassa e nel volto del santo per cui i tratti somatici, alcune zone, come il prato verde in basso, erano stati offuscati con sovrapposizioni di fiori, di elementi non pertinenti con l’idea originaria dell’artista. Si era avuta una alterazione dell’immagine" prosegue Costantini. Il restyling è iniziato con meticolosità e pazienza perché bisognava far riemergere l’opera originaria e infatti "è stato tutto riportato ai colori originari, sotto i grigi e i marroni sono riemersi gli azzurri del cielo e i rossi vermiglione degli abiti dei veli degli angioletti. Le cromie che Nicola Ranieri aveva realizzato sono tornate al loro splendore”.

Sorpresa anche per la presenza di un cartiglio, sconosciuto, in basso, sulla tela dove è stata scoperta l’iscrizione a due famiglie, i Berghella e i D’Angelo: "Bisognerà effettuare un lavoro di indagine per capire la committenza dell’opera e quindi chi erano queste famiglie", precisa l'artista. 
Quali sono stati i primi interventi? "Sono stati necessari 4-5 mesi per la pulitura perché erano presenti fumo, fuliggine, le vernici ingiallite, il grasso e l’unto che si erano sovrapposti. Il colore del dipinto si era alterato anche per la presenza di bruciature delle candele poggiate troppo vicine".. Successivamente, "in fase di foderatura è stato necessario riparare gli squarci con degli intarsi di tela antica, ripristinare le parti mancanti con la stuccatura dei dettagli che mancavano, la levigatura a bisturi mediante la tecnica di selezione cromatica. Mancanze sono state rilevate su un buon dieci per cento del dipinto".
L’artista ha dovuto usare anche metodologie recenti quindi solventi non troppo forti e con la gradazione giusta. All’inaugurazione all'interno della chiesa erano presenti i cittadini, l’arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone, il restauratore, il parroco don Massimo Storelli e il sindaco Massimiliano Berghella.

"Abbiamo atteso con trepidazione il ripristino della tela. Il restauro dell’opera è stato finanziato dalle collette di alcune signore e da componenti del gruppo parrocchiale che si sono costituiti in comitato e che si sono impegnati quindi a devolvere i loro risparmi per questa causa. Abbiamo potuto apprezzare il lavoro certosino e minuzioso di Costantini. E' motivo mio e di tutta la comunità parrocchiale avere una tela di San Francesco in chiesa, perché oltretutto è patrono d’Italia!”, afferma don Massimo Storelli. 

E' raggiante anche Massimiliano Berghella: "Stiamo credendo tanto nella cultura e la valorizzazione di una realtà già importante per Treglio qual è l’affresco. Il patrimonio che esiste va recuperato: la nostra comunità ha dimostrato grande sensibilità. Il dipinto di san Francesco con la Natività  e la Madonna del Rosario rappresentano due pezzi di pregio all’interno della chiesa. La generosità dei cittadini è stata encomiabile". 
07 ottobre 2018
Alessandro Di Matteo


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