
Nel 2015 una frana mise in pericolo lo sperone di roccia su cui poggia il castello medioevale di Roccascalegna (Ch) e il pericolo riguardò anche l’abside della vicina chiesa di San Pietro che, per questo, venne chiusa. Una porzione della roccia che sovrasta il vallone del Rio Secco aveva improvvisamente ceduto, rendendo necessaria un’attenta valutazione tecnica e, soprattutto, un complesso intervento di consolidamento.
A distanza di dieci anni, quel cantiere si è concluso e ora la chiesa è stata ufficialmente riaperta al culto e alla comunità. Ieri la messa celebrata da monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita della diocesi di Chieti-Vasto, cui hanno fatto seguito gli interventi istituzionali del sindaco Domenico Giangiordano, della soprintendente Chiara Delpino e dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Chieti-Pescara che hanno diretto e illustrato le fasi dell’intervento.
Il progetto di recupero, finanziato con un milione di euro grazie alla legge 190/2014 e gestito dall’allora Segretariato regionale Mic per l’Abruzzo (oggi confluito nella Soprintendenza Abap L’Aquila-Teramo), è stato suddiviso in tre lotti. I primi due hanno riguardato il consolidamento dello sperone che sostiene la chiesa, mentre l’ultimo – avviato nell’ottobre 2024 – ha interessato la copertura, le murature esterne e gli interni, con il restauro di parte delle decorazioni.
Il santuario rappresenta una delle testimonianze storiche più significative di Roccascalegna. La sua origine non è del tutto chiara: alcune fonti documentarie risalgono al 1568, ma l’analisi stilistica suggerisce una costruzione antecedente. L’abside, leggermente ruotata rispetto all’asse centrale, sembra indicare un impianto più antico, e su un arco del presbiterio compare incisa la data del 1461. Ulteriori interventi sarebbero stati eseguiti fino al Seicento, conferendo all’edificio la fisionomia che ancora oggi conserva. "Il recupero di San Pietro – ha dichiarato il sindaco Giangiordano – ci restituisce un bene identitario, che lega la nostra storia al paesaggio e al castello che da secoli domina la valle".
Il borgo, già noto per il fascino del suo maniero, potrà adesso offrire ai visitatori un percorso completo che intreccia natura, storia e architettura. 17 sett. 2025
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