Lanciano. Serata in memoria di Ivan Graziani
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“Ma chi se l’aspettava una serata così bella?”.  Corre di labbra in labbra, fra sussurri e sorrisi, fuori del teatro Fenaroli di Lanciano (Ch) la sorpresa per l’evento “Vinile 2026 - Ivan Graziani - Storie di uomini in musica”. “Abbiamo fatto una scommessa e voi qui presenti siete il risultato” ha dichiarato dal palco Angelo dell’Appennino presidente dell’Aleam (Associazione lancianese emigranti abruzzesi nel mondo) che insieme al direttivo ha organizzato l’incontro (col patrocinio del Comune).

Ricordi e aneddoti, le narrazioni musicali di Graziani, l’intervista alla moglie Anna Bischi Graziani, sotto la direzione artistica del cantautore e musicista Alfredo Scoglia sono state quasi due ore di spettacolo puro nel pieno e rinnovato teatro lancianese. E soprattutto ritmi musicali diversi proprio per apprezzare la poliedricità musicale dell’artista teramano morto il 1° gennaio del 1997, stroncato da un tumore al colon.

“Ivan ci ha lasciati troppo presto, aveva ancora tanto da dirci con la sua arte” ha dichiarato l’emozionato giornalista Luca Pompei durante l’intervista alla moglie di Graziani. E ci hanno pensato tutti i musicisti sul palco a far risplendere le poesie in musica, i racconti di vita quotidiana, “Ivan stava tra la gente, frequentava gente comune e da ognuno ‘rubava’ una storia e nascevano così le sue canzoni…” ha confessato Anna Bischi alla platea incuriosita e incollata alle poltroncine del teatro.

Soprattutto sul palco musica: Scogna & Acoustic Aelion Grelis con Andrea Castelfranato, Alberto Biondi e Vincenzo De Ritis, poi Antonio D’Alfonso, Gianni Golini e “Le cantrici di Maya” per raccontare, ancora oggi, Graziani e le sue didascalie che, con una chitarra, una batteria, una tastiera e un contrabbasso, sono diventate musica e parole d’autore. Ed allora ecco “Agnese”, poi “Pigro” e “Lugano addio”, l’immancabile “Taglia la testa al gallo” e la malinconica “Firenze (canzone triste)” solo per citarne alcune.

Graziani non era solo un musicista: “A volte, in piena notte, non lo trovavo nel letto accanto a me” ha raccontato la Bischi, “era giù, a disegnare…”, perché l’artista tratteggiava i suoi incontri sulla carta bianca. E poi i disegni si trasformavano in testi. Disegnatore e musicista. Artista a tutto tondo.

Negli anni Novanta non c’erano i social, la vita privata era davvero tale e “Ivan faceva chilometri e chilometri per fare segretamente beneficenza. Non lo sapeva nessuno, neanche io che lo attendevo a casa. Una volta è arrivato fino a Padova in una struttura per bambini con mali incurabili e poi lasciare lì un suo prezioso giubbotto” racconta ancora la moglie. Oppure “si recava in un ospedale di Pesaro, discretamente, per cantare a far felici i bambini”. Questo era Ivan Graziani. E questo hanno raccontato Scogna e gli altri artisti.

Com’è stata per voi questa serata? “Come associazione per noi è stato il primo evento organizzato. Paura e trepidazione. Ti chiedi sempre come migliorare una serata del genere, ma adesso possiamo dirlo”. Cioè? “Una serata perfetta” ha dichiarato Dell’Appennino con tutto il direttivo.  11 genn. '26

ALESSANDRO DI MATTEO

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