
Si è alzata la cortina sulla stagione di prosa del Teatro Fenaroli con un classico del giallo internazionale: "Tenente Colombo - Analisi di un omicidio", firmato dai creatori originali Richard Levinson e William Link, per la regia di Marcello Cotugno. Una serata che ha offerto spunti interessanti, pur non essendo esente da qualche nota stonata.
Per gli amanti del genere – cresciuti magari con il mito di Ellery Queen – il format di Colombo è un territorio familiare. Come da tradizione, non è il "chi è stato" a guidare la narrazione, ma il "come verrà incastrato". Nonostante la solidità del testo, lo spettacolo è apparso a tratti prevedibile, faticando a mantenere quella tensione narrativa che ci si aspetterebbe da un poliziesco di questo calibro.
Nota di merito va al cast: l’interpretazione degli attori è stata convincente e capace di reggere il confronto con icone televisive indelebili. Molto apprezzata anche la scelta scenografica: una doppia scena "rotante" che ha permesso di simulare diversi ambienti con fluidità e inventiva, rendendo dinamico il passaggio tra i vari momenti dell'indagine.
Purtroppo, la serata è stata funestata da problemi tecnici ai microfoni, che hanno interrotto la magia della finzione scenica, penalizzando la fruizione dello spettacolo in diversi momenti.
Uno sguardo attento è andato anche al recente restyling del Teatro Fenaroli. Se da un lato è lodevole l'intervento sul parquet della platea, che ha finalmente eliminato i segni profondi del tempo e dell'usura, dall'altro restano alcune perplessità, come gli arredi. I divani mostrano ancora i segni del tempo, apparendo ormai inadeguati rispetto al rinnovato contesto. La scelta di satinare le luci, nascondendo il filamento, ha tolto quel fascino "antico" tipico dei teatri storici.
Il lampadario: molto bello il nuovo elemento centrale, ma la scelta di orientare le canne verso l'alto, unita alla satinatura dei bulbi, solleva dubbi sulla resa luminosa. In assenza di un'illuminazione di riflesso studiata, l'orientamento verso il basso avrebbe garantito una luce più efficace e calda per l'ambiente.
In conclusione una "prima" che ha riportato il pubblico a teatro, con entusiasmo, ma che lascia spazio a riflessioni sia sulla gestione tecnica che su alcune scelte estetiche del restauro. Il "Tenente Colombo" ha risolto il suo caso, ma il Fenaroli deve ancora perfezionare alcuni dettagli per tornare al massimo splendore 9 gen 2026
URANIO UCCI
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