
Dalla ricostruzione alla ribalta nazionale: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026. La città ha inaugurato un anno di oltre 300 iniziative culturali, tra mostre, spettacoli e progetti territoriali. La cerimonia ufficiale si è tenuta oggi presso l’auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Durante l’evento, il sindaco Biondi ha donato al Presidente Mattarella la riproduzione anastatica della Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V, simbolo della storia e dell’identità culturale della città.
La cultura come strumento di pace e democrazia contro "strategie predatorie" riapparse "con il loro carico di morte e devastazione", dice il capo di Stato che ha ribadito l'importanza "dell'umanesimo e del seme della riconciliazione nella città che è riuscita a vincere l'"ardua" sfida della resurrezione dalle macerie di quel terremoto che, 17 anni fa, fece piombare l'Abruzzo, e l'Italia intera, in un silenzio ferale". Oggi quella città conquista il "meritato sigillo di una comprovata rinascita", per usare le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli, dando "prova concreta della scommessa vinta da una comunità operosa".
"In un tempo di sofferenze indimenticabili - le parole di Mattarella -, L'Aquila e tutta l'Italia seppero reagire e mobilitare energie. Il lavoro di recupero, restauro e riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti". La città è "capitale di pace e riconciliazione", sottolinea citando le parole che papa Francesco pronunciò nel 2022. "C'è tanto bisogno di questo seme nel mondo in cui ci troviamo - evidenzia -, un seme che può rendere ancora più prezioso e affascinante l'anno da capitale della cultura italiana che questa città impersona e interpreta quest'anno". Ed è proprio prendendo L'Aquila come esempio che il presidente rilancia la necessità di eliminare gli squilibri territoriali. "Contrastarli e rimuoverli - il suo monito - è compito essenziale per rafforzare la coesione e dunque l'unità dell'Italia".
Nel pomeriggio, il centro storico si è trasformato in un percorso narrativo all’aperto. Alla Fontana Luminosa, lo spettacolo di droni “Sotto un unico cielo” ha dato avvio agli appuntamenti pubblici, seguito dalla parata con il gigante di luce Dundu lungo corso Vittorio Emanuele II fino a Piazza Duomo, dove lo spettacolo “La Città Celestiale”, l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99” e l’intervento del sindaco hanno chiuso la giornata inaugurale. A fare da cornice performance artistiche itineranti nelle vie del centro storico.
Con il 17 gennaio prende il via un programma che attraverserà tutto il 2026: 300 giorni tra produzioni originali, grandi mostre, musica, teatro, danza, cinema, ricerca, progetti di partecipazione e cittadinanza attiva. L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 si fonda su un’idea precisa: non una città sola, ma un sistema territoriale che coinvolge paesi, aree interne, istituzioni culturali e di ricerca, università, associazioni e imprese creative.
L’iniziativa intreccia grandi produzioni nazionali e internazionali, il rafforzamento degli eventi identitari del territorio – Perdonanza Celestiniana, Cantieri dell’Immaginario, Jazz Italiano per le Terre del Sisma, Festival delle Città del Medioevo – e nuovi progetti espositivi e performativi in collaborazione con il MAXXI L’Aquila e le principali realtà culturali del territorio. Insieme a cantieri culturali diffusi, percorsi di rigenerazione urbana, azioni pilota nei quartieri e nei paesi, programmi di alta formazione artistica e musicale.
Elemento chiave dell’anno sarà l’avvio del primo Osservatorio culturale urbano in Italia, chiamato a misurare in modo sistematico l’impatto delle politiche culturali su benessere, coesione sociale, attrattività e sviluppo. Un dispositivo che colloca L’Aquila non solo come sede di eventi, ma come laboratorio nazionale.
Il 2026 segnerà anche la restituzione alla città di luoghi simbolo: dal Teatro Comunale alla riapertura del Teatro San Filippo, mentre il Munda (Museo nazionale d’Abruzzo) ha ripreso possesso del Forte Spagnolo il 15 dicembre scorso. L’Aquila inizia il 2026 come Capitale che sperimenta, connette e produce. Una città che nasce da un territorio e che al territorio restituisce visione. 17 genn. 2026
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