Lanciano. 'Educare la salute mentale': è il nuovo libro di Gianluca Bellisario
GUARDA LE FOTO

Di malasanità si muore. Parlano i fatti di cronaca. E pure di salute mentale. Soprattutto se l'approccio ai disagi della mente viene confinato nell’ambito meramente caratteriale come sempre più capita oggi: "E' fatto così...". Ed invece... dietro l'apparenza di ognuno si cela un abisso di male, un vortice di inquetudini, di psiche devastata. Un approccio sbagliato potrebbe diventare una gabbia per una persona-paziente. Da àncora di salvezza a prigione. Senza possibilità di guarigione.

Gianluca Bellisario, 57 anni, di Lanciano (Ch), psicopedagogista clinico, presidente nazionale ANIPED (Associazione Nazionale Italiana dei Pedagogisti) si è cimentato con la sua esperienza a sfatare l’ambito, talvolta scontato, della psicologia clinica per aprire nuovi orizzonti. Ed allora, dati e cartelle cliniche alla mano, esperienza professionale (pure quella con pazienti che ti segnano l'anima...) per buttare giù idee e scrivere un libro.

"Ci sono momenti - si legge nella presentazione - in cui la mente non regge più il peso delle spiegazioni. Allora cerca altro. Cerca un modo per ritrovare luce. "Educare la salute mentale" nasce per questo: per dare voce a ciò che non diciamo, per dare forma a ciò che ci attraversa, per ricordarci che la cura è un gesto umano prima che un sapere tecnico. E' un testo che non consola, ma apre finestre. Non offre soluzioni rapide, ma strade possibili. Per chi sente che la fragilità non è un difetto, ma un luogo da abitare con rispetto".

Il suo volume “Educare la salute mentale, la pedagogia clinica nei sistemi di cura complessi (da Franco Basaglia alla pedagogia del futuro)”, edito da Franco Angeli, nasce da quale esigenza?

Nasce dalla necessità, condivisa da oltre duecentocinquantamila professionisti in tutta Italia, di ridefinire il ruolo della pedagogia clinica. Troppo spesso questa disciplina è fraintesa o sottovalutata, ridotta a una semplice scienza dell’educazione dei bambini. In realtà, la pedagogia clinica è indispensabile per una presa in carico reale e globale della persona, a qualsiasi età, soprattutto quando vive una condizione di disagio psichico.

In che modo la pedagogia clinica contribuisce alla salute mentale? Come si interfaccia con la mente.

La salute mentale non può essere ridotta a una serie di diagnosi o trattamenti farmacologici. È un processo educativo, che richiede la ricostruzione di competenze, relazioni, appartenenze. Dobbiamo ricordare che l’apprendimento modifica sempre il comportamento: questo è il potere trasformativo della mente, e rappresenta un elemento chiave nel recupero della salute mentale, anche quando serve un approccio interdisciplinare.

Nel suo testo lei parla spesso di “cura educativa”: cosa significa concretamente?

Significa che la pedagogia clinica integra il lavoro medico e psicologico con strumenti di valutazione e intervento propri dell’educazione. In questo modo restituisce alla persona la possibilità di riorganizzare la propria esperienza di vita. Questa sinergia rende l’approccio pedagogico-clinico una condizione essenziale per l’efficacia della psichiatria moderna, non un semplice complemento.

Lei compie anche un percorso storico e scientifico. Come si articola?

Ho dedicato diciotto mesi a un lavoro di ricerca che parte da Franco Basaglia e arriva ai modelli più recenti di psichiatria integrata. Ho intrecciato questo percorso con la mia esperienza clinica, cercando di mostrare come la dimensione educativa sia parte integrante del processo di cura e di promozione della salute mentale.

A chi si rivolge il volume?

È pensato per medici, psicologi, educatori, giuristi, operatori sociali, ma anche per tutte le persone che vivono situazioni di disagio e sofferenza. L’obiettivo è offrire un modello chiaro di come l’educazione possa contribuire in modo concreto al benessere mentale e alla costruzione di percorsi di vita più consapevoli.

Il libro ha già riscosso un buon successo. Come vive questa accoglienza?

Con grande soddisfazione. Il riscontro positivo che il testo sta avendo a livello nazionale, già nei primi giorni dall’uscita, mi conforta e mi conferma che l’intuizione di fondo — quella di mettere l’educazione al centro dei sistemi di cura — aveva davvero ragion d’essere.

ALESSANDRO DI MATTEO

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 1343

Condividi l'Articolo