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"ANCORA una volta, in Abruzzo, dobbiamo registrare, con sconcerto, un offensivo attacco verbale, da parte di un presidente di un club calcistico, nei confronti di un giornalista mentre svolge il suo lavoro di cronista in uno stadio. Questa volta è accaduto a Lanciano, sabato scorso, al termine della partita di calcio Virtus Lanciano-Avellino (serie B)". E' quanto scrive in una nota il presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta. "Il presidente onorario della Virtus, Franco Maio - riferisce Pallotta - ha rivolto frasi offensive, senza apparenti motivi, contro il collega Andrea Rapino che stava assistendo, per lavoro, agli avvenimenti del dopo partita. Si può capire tutto: il nervosismo di un presidente dopo una partita persa; una crisi di nervi per una precaria posizione di classifica; l'irritazione dopo un confronto verbale con i tifosi, ma non la neurotica compensazione di questo tumultuoso stato d'animo contro un cronista che sta solo registrando gli avvenimenti per nome e per conto della pubblica opinione, poiché si tratta di fatti di indubbio interesse generale. Invito il collega Andrea Rapino - conclude Stefano Pallotta - a non farsi intimorire da tali atteggiamenti e a proseguire la sua attività professionale con serenità e con la piena solidarietà dell'Ordine dei giornalisti". 
L'episodio si è verificato al termine dell'incontro di calcio, perso dal Lanciano contro i campani per 2-1. Era in corso una contestazione da parte di un gruppo di tifosi della curva sud, inferociti con la società perché non ha ottemperato al versamento degli oneri contributivi e questo ha portato alla decurtazione, nella stagione che sta per concludersi, di 7 punti, facendo sprofondare i rossoneri in fondo alla classifica di B. Cori contro la società - come accade in tutti gli stadi del mondo - e la famiglia Maio che perde le staffe. Prima la furia di Franco Maio e, a seguire, la reazione sconsiderata anche di altri membri della famiglia. Andrea Rapino, in quel frangente, era salito sugli spalti della tribuna laterale per meglio capire che stesse accadendo e per scattare foto. Quando Franco Maio lo ha visto ha cominciato ad urlargli contro. Parolacce, insulti, offese... "Pezzo di m...", e giù di lì, mostrando davvero scarsa signorilità. Al fatto hanno assistito diversi testimoni e non è escluso che la vicenda finisca anche in tribunale. 04 maggio 2016



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