Lanciano. Sequestra, picchia e minaccia la convivente: 35enne sotto processo

Sequestro di persona, maltrattamenti e violenza sessuale: questi i gravi reati  contestati dalla magistratura al bulgaro L. P., 35 anni, e compiuti nei confronti della convivente.

Si allunga così la lista delle violenze in Frentania, con numeri statistici al vertice in Abruzzo. Sul caso in questione l'imputato è stato rinviato a giudizio ieri dal gup Giovanni Nappi, con processo fissato al prossimo 22 aprile.  Stabilmente residente in un comune confinante con Lanciano, l’uomo, difeso dall’avvocato Errico Sacco, deve rispondere ora di vicende di gratuita violenza commesse contro la donna che avrebbe dovuto amare, oltre che mamma dei sui due figlioletti minori.

La sua orribile condotta inizia l’11 settembre 2017 allorquando priva della libertà personale la convivente, di 33 anni, e la trasporta a forza dalla Romania, la costringe a vivere nel comune alla porte di Lanciano. L’uomo la fa salire sulla sua Citroen Saxo dopo aver preventivamente rimosso le manovelle delle portiere per evitare l’apertura dello sportello dall’interno. Un sequestro di persona in piena regola. Un lungo viaggio per la vittima in condizioni di pura prigionia. Nel Frentano arrivano il giorno dopo, il 12 settembre.

Quindi iniziano poi pesanti maltrattamenti, lei viene sottoposta a sofferenze fisiche e morali , rendendole dolorosa e mortificante la convivenza. Oltre a pesanti offese inizia a minacciarla. La vittima è soggiogata psicologicamente.  La minaccia poi di morte con un coltello e una forbice per potatura, la picchia a suon di schiaffi e pugni, anche sul volto. Arriva persino a legarle mani  e piedi e ad attaccarla al gancio dell’auto. “Sei fai quello dico io non ti faccio male, altrimenti ti ammazzo”, le intima.

Terrore puro anche quando guida. Difatti cerca persino di uscire fuori strada con la macchina e la minaccia: "Visto che non riesco ad ammazzarti da solo lo faccio buttandomi fuori strada con la macchina, così moriremo insieme". Convivente a cui viene impedito anche ad uscire da sola o di avere contatti con persone diverse da quelle del nucleo famigliare. Vittima costretta inoltre ad avere rapporti sessuali completi contro la sua volontà, per tre giorni, da giorno 11 al 13. Un settembre davvero nero per la sfortunata vittima.  

Appena ha l’opportunità la donna fugge, rientrando repentinamente in Romania.  In anni di brutalità l’imputato ha perso anche la patria potestà, opportunamente tolta dal Tribunale dei minori dell’Aquila. Processo che appare molto difficile e delicato per come si sono evoluti i duri fatti contestati dalla Procura di Lanciano, rappresenta ieri in udienza preliminare dal sostituto procuratore Francesco Carusi.

Dopo anni di duro contrasto alle violenze contro le donne, maltrattamenti e stalking l’ultimo dato statistico ufficialmente disponibile è quello del 2018, inoltrato dal procuratore capo Mirvana Di Serio alla Corte d’ Appello e Procura Generale dell’Aquila e che parla di un fenomeno che ha fatto registrare un più 2,94%. Ma ora c’è una maggiore presa di coscienza delle vittime che con coraggio denunciano i soprusi.

Walter Berghella  

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