Sul muro di contenimento dei giardini di palazzo d’Avalos, a Vasto (Ch), sono state riscontrate crepe e il sindaco, Francesco Menna, con ordinanza numero 733, oggi, in via precauzionale, ha chiuso l’area compresa tra la zona sottostante il muro e la strada comunale via Porta Palazzo e ha disposto lo sgombero di tre abitazioni sottostanti i famosi giardini napoletani che affacciano sul golfo. Le disposizioni in attesa della messa in sicurezza dei luoghi. 

L'edificio era tenuto da un po' sotto controllo dai tecnici del Comune e in più successivamente alla delibera di giunta, numero 281 dello scorso 28 settembre, con la quale l'amministrazione aveva approvato il programma di verifica strutturale, era monitorato da esperti, come fa presente anche l'assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Forte.

Grazie a queste verifiche, effettuate usando tecnologie avanzate, si è potuto riscontrare un leggero movimento in prossimità della base del muro e quindi è stata effettuata la segnalazione ai tecnici del Genio civile della Regione, subito accorsi. Successivamente sono stati effettuati ulteriori sopralluoghi ai quali hanno preso parte un geologo incaricato dalla Protezione civile e i tecnici del comando provinciale dei vigili del fuoco, e in base alle loro indicazioni, oltre alle precipitazioni atmosferiche degli ultimi giorni, è stata emessa l'ordinanza di chiusura dell'area. 

Gli interventi non si prospettano semplici. "I carotaggi – dice Forte – hanno rilevato uno spessore delle mura di 80 centimetri, una misura troppo ridotta, per questo andrebbero rifatte". Ma servono almeno 1.200.000 euro. Prima, comunque, si procederà con un progetto di contenimento del muro con reti metalliche sostenute da speciali supporti che entreranno per 6 metri nel terreno per ancorarsi saldamente. 

 Il 24 gennaio 2015 venne giù un altro muro di contenimento vicino a quello ora interessato dalle lesioni e ci fu bisogno di un intervento da 420mila euro per ripristinare il danno. Per quel cedimento sono stati indagati l'ex sindaco Luciano Lapenna e due dirigenti perché secondo la Procura di Vasto non adottarono le misure necessarie a scongiurare il pericolo.
2 novembre 2018

 Stefano Suriani

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