Sparatoria a rave in Svizzera: arrestato 43enne sospettato dell'uccisione di Maria Spinelli

Svolta nelle indagini sulla sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi al termine di un rave party ad Aarau, nel canton Argovia, in Svizzera. La polizia ha arrestato uno svizzero di 43 anni, fortemente sospettato di essere coinvolto nell’attacco armato in cui è rimasta uccisa Maria Spinelli, 22 anni, originaria di Atri (Teramo) e residente a Città Sant'Angelo (Pescara). La ragazza si era trasferita Oltralpe da pochi mesi per lavoro.

L’uomo è stato fermato poco prima dell’una di notte, al termine di una vasta operazione di ricerca. Si ritiene che abbia agito da solo. Nel cuore dlela notte, del divertimento e della musica, ha fatto fuoco sulla folla. Restano tuttavia ancora da chiarire la dinamica, il contesto nel quale è maturata la tragedia.

I colpi di arma da fuoco sono stati esplosi poco dopo le 2.30 di domenica notte, 30 agosto, mentre la festa all’ippodromo di Schachen, volgeva alla fine. All’evento partecipavano migliaia di giovanissimi. (LEGGI QUI)

Inizialmente alcuni presenti avevano scambiato i colpi per fuochi d’artificio. Quando è apparso chiaro che si trattava di spari, è stato il panico. Maria Spinelli è stata raggiunta dai proiettili ed è morta, in una pozza di sangue, a causa delle gravissime letali lesioni. Altri cinque, tra i 24 e i 27 anni, sono rimasti feriti. Tra loro ci sono altri due italiani, Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo, residenti da tempo in Svizzera e già dimessi dall'ospedale.

Gli investigatori hanno trovato, sul luogo dell'attacco, munizioni riconducibili a diversi tipi di arma, tra cui una pistola e un fucile d'assalto.

Le autorità non hanno ancora reso noto il possibile movente. Tra le ipotesi inizialmente prese in considerazione figurano un atto di violenza di massa, una possibile matrice terroristica e un'altra forma di criminalità. 

La famiglia della vittima è in attesa del via libera agli esami sulla salma.

"Al momento le autorità elvetiche non hanno ancora autorizzato l'autopsia: non appena verrà eseguita, sarà possibile il riconoscimento e i genitori andranno in Svizzera", dice l'avvocato Bruno Gallo, legale della famiglia paterna della giovane. "Le indagini - aggiunge - sono secretate". 31 ago. 2026

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