No alla chiusura del tribunale e stop a violenze e maltrattamenti contro le donne. Questo l’impegno della Procura di Lanciano. “E’ stato un anno di duro lavoro durante il quale siamo riusciti a smaltire 1.628 fascicoli arretrati oltre che a contrastare la criminalità, benché poi i fascicoli sopravvenuti sono stati 1.721, più 12, 34%”. Il procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, traccia un bilancio dell’attività 2018 che ha visto una pesante lotta contro i reati patrimoniali, non solo le cruenti rapine a danno dei coniugi Caro Martelli e Niva Bazzan e l’assalto armato a Sarni Oro, ma pure innumerevoli bancomat fatti esplodere e il netto contrasto ai furti. Gran lavoro delle forze dell’ordine contro la malavita esterna e locale spezzata sia attraverso indagini tradizionali che tecniche. Difatti il costo delle intercettazioni telefoniche sono passate da 152 mila euro a 202.849 euro, più 32,60%, con evidenti risultati visti i numerosi arresti e denunce. Il lavoro della procura firma il 2018 con rose ma anche tante spine, a iniziare dalla carenza di magistrati completata solo a maggio 2018 con l’arrivo del secondo sostituto procuratore Francesco Carusi (l’altra pm Serena Rossi era arrivata a novembre 2017) e dal drammatico calo del personale giunto al 70%. Di 15 dipendenti ne sono rimasti 6 più due part time. “Continuiamo a restare un ufficio in sofferenza”, stigmatizza la Di Serio. 

Il suo report è stato inviato alla Corte d’ Appello e Procura Generale dell’Aquila a cui è anche giunta la sua netta contrarietà alla chiusura del tribunale di Lanciano, nonostante la proroga al 2021. Il suo pensiero la Di Serio l’ha espresso pubblicamente durante gli auguri natalizi. “Questo ufficio inquirente - aggiunge il procuratore - da decenni ha grandi numeri di produttività”. Dopo anni di duro contrasto alle violenze contro le donne, maltrattamenti e stalking il 2018 contiene il fenomeno nonostante si sia assestato a 35 casi, più 2,94%. Positivi risultati comunque si vedono. Le gravi carenze di organico hanno fatto aumentare le proroghe delle indagini preliminari passate da 82 a 206, poi ci sono le richieste di archiviazione, da 547 a 660 (più 20,66%), ma sono diminuite le richieste di opposizione da 251 a 205. In questo periodo la Procura non ha avanzato misure di prevenzione patrimoniale, né impartito direttive ambientali, trasferimento detenuti stranieri nei paesi d’origine e tra ufficio inquirente e l’Autorità anticorruzione. 

Grande collaborazione c’è stata con la Procura Generale e quelle territoriali. Poi alcune riforme, come la sostituzione della contumacia col processo in assenza, ha appesantito l’attività di polizia giudiziaria nella trasmissione degli atti. Ma è la situazione personale che preoccupa con posti vacanti di funzionari e assistenti giudiziari e commessi. Impossibile ritirare o inviare posta, movimentare fascicoli, gestire l’archivio e attuare il processo telematico; non c’è chi scannerizza gli atti.
10 gennaio 2019

 Walter Berghella

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