Treglio. 'Amore mio, a nostra figlia racconterò ogni giorno di te...'. Folla per l'ultimo saluto a Fabio Pasquini
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C'è la banda ad accompagnare l'ultimo viaggio di Fabio Pasquini, 31 anni compiuti lo scorso 27 luglio. Era di Treglio ed era residente a Castel Frentano (Ch); era dipendente della società Sangritana. E' morto, domenica scorsa, in un incidente stradale avvenuto sulla statale 16 a Fossacesia (Ch).

E' gremita piazza San Giorgio a Treglio (Ch) per i funerali del giovane (GUARDA IL VIDEO). E, nonostante gli sforzi della polizia urbana (arrivata da vari Comuni), dei volontari di Protezione civile (anch'essi giunti da più parti, persino dal Vastese) e dell'amministrazione comunale, è difficile, in un momento di dolore così intenso, assicurare il distanziamento sociale. In ogni caso tutti indossano la mascherina e la temperatura viene misurata a quanti arrivano per assistere alla funzione. 

Cerimonia celebrata all'aperto, davanti alla chiesa di Maria Santissima dell'Assunta, con la musica che a tratti irrompe. E' lutto cittadino, con l'intero paese che si è fermato. La bandiera tricolore a mezz'asta. La bara arriva preceduta dalla musica e da un primo applauso. I familiari sono lì, distrutti dalla sofferenza. C'è la moglie, Katia Di Biase; c'è la madre Mariagrazia Bellisario; ci sono i fratelli Luca, suo gemello, e Dario. Ci sono altri parenti, numerosi amici, tanti conoscenti; ci sono i sindaci di Treglio, Massimiliano Berghella, che è anche cugino della vittima, e di Castel Frentano, Gabriele D'Angelo. Ci sono gli assessori regionali Nicola Campitelli e Mauro Febbo. Ci sono rappresentanti del mondo del basket, dato che la vittima era un cestista. 

Sono i parroci Roberto Geroldi, che prima era a Treglio e ora a Castel Frentano, ed Erminio Di Paolo, che sta a Guardiagrele, anch'egli cugino di Fabio, ad officiare la messa. Don Geroldi a tratti si commuove... "La vita è troppo breve - dice -. Per tutti è troppo breve e lo è anche per capire il mistero che essa contiene. A tratti appare assolutamente incomprensibile. Certe volte cominciamo a capirci qualcosa, ma molto a fatica. La fede - aggiunge - è fatta di pazienza. Noi ci apriamo ad accoglierla come la terra si apre ad accogliere un seme. Poi avviene uno scambio tra terra e seme che permette di generare la vita. Noi siamo fatti per la vita. Poi c’è la morte che è un velo che ci impedisce di vedere e di capire". E parlando di Fabio... Voi direte... "Ma la vita gli è stata tolta, recisa così presto, e non è giusto".  La pienezza della vita è in quello che seminiamo, mentre a noi piace soprattutto raccogliere frutta. Fabio ha fatto un'ottima seminagione... col suo modo di essere". E guardando i due fratelli... "Li conosco da ragazzetti... La domenica, presto, venivano tutti e tre a messa col nonno Pasquale, che era fiero di questi nipoti. I momenti passati insieme nessuno li perda, ma li custodisca. Il Signore sta con noi a condividere ogni attimo. La fede si alimenta con l’amore e con la carità. E ci concede la speranza che è la capacità di andare avanti in momenti come questo...". 

Straziante la moglie Katia, che parla con voce rotta dalle lacrime. "Ti ho scritto milioni di lettere in questi anni... - attacca -. Le conservavi tutte in un cassetto e dicevi che un giorno le avresti fatto leggere ai nostri figli. Tre anni fa abbiamo avuto la nostra bambina; hai pianto tutto il giorno e mi dicevi che ti avevo fatto provare l'emozione più grande della tua vita. La nostra bimba è cresciuta e tutti, guardandola, mi dicevano: 'E' solo figlia di Fabio", perché è la tua fotocopia; ha i tuoi occhi, il tuo sorriso, ma soprattutto ha il tuo carattere. E' decisa e in continuo movimento, come il suo papà. Speravo che saremmo stati insieme tutta la vita, che ci saremmo separati quando sarebbe stato il momento, non ora, non a trent'anni. Avevi mille progetti, mille sogni... Eri l'amico di tutti, il "caciarone" come ti chiamavo io; ti ricorderò come il gigante buono che una vita se la meritava, sia lunga che serena; ma ti ricorderò soprattutto come il padre più meraviglioso che mia figlia potesse avere.Ti prometto che le parlerò di te ogni santo giorno e le racconterò di quanto sei stato speciale... Ti amo, amore. Ti amo io, ti ama Perla...".

"Fabio era vulcanico - ricorda il sindaco Berghella, che parla anche a nome di D'Angelo -. Il lavoro, la famiglia alla quale era legatissimo, la caccia, i tartufi, la moto, i cani... Era in continuo movimento... Fabio è vissuto e a parlare di lui è il volto di Perla, sua figlia. Noi dobbiamo portarlo sempre nel nostro cuore e ricordarlo... Queste sono famiglie colpite ripetutamente dalle tragedie". Il padre di Fabio è rimasto ucciso nel 2013 in un incidente di caccia. "Fabio era gentile, sempre presente ed attivo e disponibile... Era... Ciao, Fabio...". Claudio Capone, dell'Intrepida Basket di Ortona, di cui Fabio era il capitano... "Ti ho allenato e ti ho visto crescere... Il tuo coraggio e la tua determinazione, il tuo entusiamo, la tua forza, la tua grinta, la tua allegria, la tua generosità e il tuo altruismo. Nessuno avrebbe mai pensato che saresti diventato un angelo prima di tutti noi e senza avvisarci con i tuoi soliti mesi di anticipo...". 

Quindi le lacrime, le strette di mano, gli abbracci, le condoglianze. Il segno della croce davanti alla cassa che trabocca di rose rosse... Applausi ripetuti. Il corteo si ricompone per andare verso il cimitero. Davanti la banda e il gonfalone del Comune... E' questo l'ultimo viaggio di Fabio. "Ciao Capitano...", urla un'atleta dell'Intrepida...    01 sett. 2020

Serena Giannico

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