
I ripetuti episodi di furto che nelle ultime settimane hanno colpito Tornareccio stanno alimentando un clima di forte preoccupazione e rabbia tra i residenti. Una situazione che il sindaco Nicola Iannone definisce senza mezzi termini «intollerabile» e che lo spinge a intervenire pubblicamente con una presa di posizione dura, affidata a parole cariche di disappunto e amarezza.
"C’è un limite alla pazienza dei cittadini e quel limite è stato ampiamente superato – afferma il primo cittadino –. Provo un profondo senso di rabbia e frustrazione nel vedere i sacrifici di una vita violati da individui che, troppo spesso, godono di un’impunità inaccettabile".
Il sindaco chiarisce di non voler puntare il dito contro le forze dell’ordine, anzi. "Il loro impegno è encomiabile e va riconosciuto – sottolinea – ma non basta se poi il sistema giudiziario si trasforma in una porta girevole. Le forze dell’ordine fanno il massimo, ma la giustizia, così com’è, sembra una macchina rotta che finisce per sputare in faccia a chi rispetta le regole".
Nel suo intervento, Iannone attacca frontalmente la mancanza di certezza della pena, ritenuta uno dei principali fattori che alimentano l’insicurezza. "Siamo stanchi di vedere criminali colti sul fatto e rilasciati dopo poche ore, oppure condannati a pene che non vengono mai realmente scontate. Questa non è giustizia – incalza – è un insulto alle persone oneste che pagano le tasse e rispettano la legge".
Secondo il sindaco, il senso di impotenza che si respira in paese è il riflesso di un problema più ampio, che riguarda soprattutto i piccoli comuni. "Come sindaco mi sento spesso con le mani legate dalle leggi nazionali – spiega –. Possiamo installare telecamere, potenziare l’illuminazione pubblica, aumentare i controlli, ma se lo Stato non garantisce che chi delinque finisca in carcere e vi resti, la nostra battaglia sarà sempre impari".
Parole che, precisa Iannone, non rappresentano un caso isolato. "Non sono l’unico a provare questo sdegno – aggiunge –. Molti colleghi sindaci condividono la stessa frustrazione. Siamo in prima linea, ma ci lasciano senza armi contro chi delinque sapendo che difficilmente sconterà una pena vera. La certezza della pena, in questo Paese, è diventata un miraggio".
Il primo cittadino torna poi a ribadire la necessità di una riforma profonda. "Chiedo a gran voce che si metta al centro la tutela delle vittime e non solo i diritti di chi sceglie di vivere nell’illegalità. Vediamo delinquenti presi con le mani nel sacco e rimessi in libertà il giorno dopo per cavilli o leggi garantiste che, nei fatti, proteggono solo i carnefici. È una vergogna inaudita".
L’amministrazione comunale, assicura, continuerà a fare la propria parte nel monitoraggio del territorio, ma il messaggio finale è un monito chiaro: "Tornareccio non vuole diventare terra di nessuno. I miei cittadini chiedono sicurezza e giustizia vera, non burocrazia giudiziaria. Lo Stato batta un colpo e dimostri di essere dalla parte delle persone perbene".
Ai cittadini viene infine rivolto un appello alla collaborazione. "Segnalate ogni movimento sospetto o veicolo non identificato al 112 – conclude il sindaco – evitando iniziative personali che potrebbero essere pericolose. Solo attraverso i canali istituzionali possiamo difendere la sicurezza della nostra comunità". 09 genn. 2026
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