Un viaggio studio per esercitarsi in un progetto delle Nazioni Unite trasformato, nel giro di poche ore, in un’esperienza diretta di guerra.
Sei cittadini di Sulmona (Aq) sono bloccati a Dubai dopo l’escalation militare in Medio Oriente seguita all’attacco congiunto di Israele e Usa contro l’Iran. La risposta della Repubblica islamica si è estesa anche al sud del Golfo Persico: missili intercettati in volo, detriti precipitati sulla città degli Emirati, aeroporto chiuso e spazio aereo serrato in gran parte della regione.
Tra coloro che sono bloccati ci sono cinque studenti delle scuole superiori peligne – il liceo scientifico “Fermi”, il liceo classico “Ovidio” e il liceo “Vico” – partiti per un progetto formativo ispirato alle simulazioni diplomatiche Onu. Con loro anche un universitario e l’imprenditore Gianfranco Tarsini, in trasferta per lavoro. I ragazzi, residenti tra Sulmona e Prezza (Aq), sono attualmente ospitati in strutture alberghiere e assistiti dalle autorità consolari italiane.
"Ho segnalato immediatamente la mia presenza all’ambasciata – racconta Tarsini –. Siamo vicini alle zone colpite, ma non è caduto un missile nella nostra area: sono precipitati i detriti dei missili intercettati in aria. La situazione è sotto controllo, ma resta la preoccupazione".
A seguire da vicino la vicenda è il sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi. "Ho raggiunto telefonicamente una dei cinque ragazzi – spiega – che, a nome di tutti, mi ha fatto il punto della situazione: stanno bene, sono al sicuro e assistiti, ma sono comprensibilmente in ansia e in attesa di poter rientrare quanto prima". Il primo cittadino ha parlato anche con Tarsini: "Anche lui sta bene, ma è preoccupato per l’evolversi dello scenario. Ho garantito la costante vicinanza mia e della città, restando in contatto con la Farnesina e con le autorità competenti".
Non ci sono al momento certezze sulla data del rientro. "Quella del 4 marzo resta, allo stato attuale, solo un’ipotesi – precisa Tirabassi – tutta da verificare sulla base degli sviluppi delle prossime ore". L’amministrazione comunale è in raccordo con le famiglie, con il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e con il ministero degli Affari Esteri. "Comprendo l’apprensione di queste ore e invito ad affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali".
Sono migliaia i cittadini italiani bloccati nel Golfo, in seguito agli attacchi iraniani contro obiettivi statunitensi nell’area. Tra loro anche circa 200 studenti italiani coinvolti nel programma "L’Ambasciatore del futuro", organizzato da World Student Connection Global Leaders, che si stava svolgendo proprio a Dubai. I giovani sono stati trasferiti in diverse strutture alberghiere e assistiti dal Consolato generale.
I raid hanno colpito anche l’area di Palm Jumeirah, simbolo del lusso globale, provocando quattro feriti e il blocco del traffico aereo internazionale dopo il danneggiamento dello scalo da parte di un drone.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato l’istituzione di una "Task Force Golfo" per rafforzare il lavoro dell’Unità di crisi e sostenere ambasciate e consolati nella gestione delle migliaia di richieste di assistenza. Anche il ministero dell’Istruzione e del Merito ha confermato il costante raccordo con la rete diplomatica italiana negli Emirati Arabi Uniti.
Intanto Sulmona segue con il fiato sospeso, in attesa di riportare a casa i suoi ragazzi. 01 mar. 2026
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