Lanciano. Sparatoria tra albanesi: gli arrestati tacciono. Il ferito rischia la paralisi

Sparatoria di domenica scorsa tra gruppi di albanesi nella zona industriale di Lanciano (Ch): è partito stamani il valzer degli interrogatori di garanzia dinanzi al gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.

Scena muta per i primi due convocati in videoconferenza dal penitenziario di Vasto (Ch) dove sono reclusi: entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sentito Altin Pojana, 39 anni, di Fossacesia (Ch), che ha fatto fuoco contro un connazionale. L'uomo è difeso dagli avvocati Camillo e Mario La Morgia. E' inoltre toccato a Behar Gjoka, di 22 anni, di contrada Selva di Altino (Ch), difeso dall’avvocato Gaetano Pedullà.

Il procuratore capo, Mirvana Di Serio, ha chiesto la convalida degli arresti e la conferma della detenzione in carcere. Entrambe le difese hanno invece avanzato richiesta di provvedimento meno afflittivo ritenendo che non sussistono né il requisito della flagranza di reato, né il rischio di reiterazione dello stesso e neppure il pericolo di fuga. Su tutti e quattro gli arrestati pesa l’accusa di concorso per tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Domani gli ultimi due interrogatori di Florence Kurt, 25 anni, pure di Selva di Altino, sempre difeso da Pedullà, e di Amarildo Ferko, 23 anni, di Altino, difeso da Silvana Vassalli. Anche per loro si preannunciano altri silenzi in attesa che i lagali conoscano meglio gli atti giudiziari. Domani previste anche le decisioni del gip.

I carabinieri di Lanciano che hanno blindato in meno di un’ora l’indagine, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, non hanno ancora trovato la pistola calibro 38 da cui sono partiti due proiettili, uno dei quali ha colpito alla schiena K.O., 26 anni, che ha riportato lesioni alla colonna vertebrale. I sanitari dell’ospedale di Pescara confermano il grave danno midollare con l’insorgenza della paraplegia, il ragazzo infatti non muove più le gambe, e presto sarà trasferito in una struttura di riabilitazione. Meno gravi le ferite per il secondo giovane S.E., 22 anni, finito per cure all'ospedale "Renzetti" per ferite lacero contuse alla testa provocate da colpi di bastone. Dieci giorni la prognosi.

La sanguinosa zuffa è scaturita per futili motivi, con screzi precedenti avvenuti all’esterno di un bar del centro di Lanciano, e culminato con l’uso dell’arma da fuoco e spranghe.  Ad affrontarsi in una specie di regolamento di conti sono stati in otto: 4 del gruppo degli arrestati, più violenti, e altri 4 giovani residenti a Lanciano e a Frisa.

Walter Berghella

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Foto Andrea Franco Colacioppo

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