Spari in corso Manthoné a Pescara: è caccia a due giovani in scooter

Attimi di terrore ieri sera, primo novembre, a Pescara. Erano da poco passate le 22 quando due giovani a bordo di un potente scooter, un T-Max, hanno attraversato corso Manthoné sparando colpi di pistola in aria e seminando il panico tra i tanti presenti. Un episodio che ha scosso la città e riacceso il dibattito sulla sicurezza.

A raccontare quanto accaduto è l’avvocato Anthony Hernest Aliano, ex amministratore di Montesilvano (Pe), che si è trovato suo malgrado coinvolto nella vicenda. “Il T-Max arrivava da piazza Garibaldi ad almeno 80 chilometri orari - ha spiegato - Quando ho capito che potevano investire qualcuno, mi sono messo in mezzo alla strada. E' stato un gesto istintivo, dettato dal bisogno di proteggere le mie figlie. I due mi hanno schivato e subito dopo hanno esploso due colpi in aria. Solo per caso non hanno ammazzato nessuno".

L’avvocato racconta di aver visto chiaramente i volti dei ragazzi: "Erano giovanissimi. Con uno di loro mi sono incrociato con lo sguardo. Poi sono sfrecciati via fino a piazza Unione, dove hanno preso la rotatoria contromano e si sono immessi sull’asse attrezzato". Immediata la chiamata alla polizia. I bossoli, risultati a salve, trovati a terra (vedi foto) sono stati repertati per essere analizzati.

L’arma usata potrebbe essere una pistola scacciacani, ma l’effetto è stato comunque devastante. "Quando esplode, fa lo stesso rumore di un’arma vera – sottolinea Aliano – e la gente si è terrorizzata. Ho visto famiglie e ragazzi scappare, alcuni rifugiarsi nei locali pur di mettersi al riparo. E' stato il caos".

La zona di corso Manthoné, cuore pulsante della movida, era in quel momento animata da decine di persone. "Se avessero perso il controllo del mezzo, sarebbe stata una strage", commenta l’avvocato.

L’episodio, su cui ora indaga la polizia di Stato, potrebbe avere risvolti importanti nelle prossime ore: le telecamere di videosorveglianza avrebbero infatti immortalato la scena e potrebbero portare all’identificazione dei responsabili che pare ce l'avessero con una coppia. 

Sulla sua pagina social, Aliano ha affidato a un lungo post la sua amarezza e il suo appello alle istituzioni. "Da tempo chiedo che si intervenga con misure concrete. Non bastano più le parole: servono azioni coordinate tra forze dell’ordine e società civile. Dobbiamo presidiare il territorio, trasmettere esempio e giudizio", ha scritto.

L’avvocato, esponente del centrodestra e dirigente della Lega, ha poi rilanciato la necessità di "interventi socio-pedagogici accanto a quelli coercitivi" e annunciato l’intenzione di lavorare, insieme a un team di penalisti, a una proposta di legge per l’abbassamento della soglia di imputabilità dei minori, come previsto dagli articoli 97 e 98 del codice penale.

Nel suo post, Aliano denuncia anche la crescente paura che accomuna molti genitori: "Viviamo le notti temendo che i nostri figli non facciano più rientro a casa. Girano bestie armate, alcolizzate e drogate, capaci di tutto. La carenza di personale nelle forze di polizia non può essere un alibi".

Da qui l’appello a un’azione amministrativa più decisa: "Gli enti locali devono destinare fondi alla sicurezza urbana, anche coinvolgendo polizie private che possano affiancare le autorità nel presidio dinamico delle zone calde. Solo così si crea deterrenza", conclude. 02 nov. 2025

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