
Il rave stava ormai terminando quando, poco dopo le 2.30 della scorsa 30 agosto, nell'area dell'ippodromo di Schachen, ad Aarau, nel Canton Argovia, in Svizzera, i suoni e le canzoni sono stati sostituiti dagli spari.
Inizialmente alcuni partecipanti hanno pensato a fuochi d'artificio o petardi. Poi le urla: "Tutti a terra!". In pochi istanti la festa si è trasformata in panico, fuga e dramma.
Il bilancio è di una ragazza morta e di altri cinque giovani feriti. La vittima è Maria Spinelli (nella foto), 22 anni, originaria di Atri (Te) e residente con la famiglia a Città Sant'Angelo, in provincia di Pescara.
La sparatoria è avvenuta durante la settima edizione dell'Aarau Rave, manifestazione dedicata alla musica techno organizzata nell'area della Pferderennbahn di Schachen.
Secondo gli organizzatori, all'evento erano presenti in circa 3.500. Quando sono partiti i colpi, però, la musica era ormai alle battute finali e molti stavano lasciando la zona.
Le prime testimonianze descrivono una sequenza di spari durata circa uno o due minuti.
Molti hanno cercato riparo all'interno delle strutture presenti sul posto, nei bar, dietro elettrodomestici (come un frigorifero) e nei servizi igienici. Altri si sono allontanati velocemente, temendo il peggio.
Una donna è stata vista a terra: quando sono arrivati i soccorritori, per Maria non c'era più nulla da fare.
Cinque feriti, anche italiani
Oltre alla vittima, i proiettili hanno raggiunto quattro uomini e una donna, di età compresa tra i 24 e i 27 anni.
Le ferite sono state giudicate di diversa entità. Uno era in condizioni serie, ma nessuno, secondo gli aggiornamenti successivi, risulta in pericolo di vita.
Due degli altri ragazzi coinvolti sono italiani. Hanno riportato ferite lievi e sono stati dimessi dagli ospedali.
La Farnesina ha seguito fin dalle prime ore la situazione attraverso l'ambasciata italiana a Berna e il consolato generale a Basilea.
Chi era Maria Spinelli
Maria Spinelli avrebbe compiuto 23 anni a ottobre. Aveva frequentato l'istituto alberghiero di Silvi, sede distaccata dell'Istituto Zoli, e dopo il diploma aveva deciso di cercare un'opportunità professionale all'estero.
Era arrivata in Svizzera circa sei mesi fa e aveva trovato lavoro come cameriera e poi parrucchiera.
Era appassionata di musica techno e frequentava abitualmente i locali della zona di Pescara. La partecipazione al rave era quindi legata anche a una passione che coltivava da tempo.
Il cordoglio
La notizia ha sconvolto Città Sant'Angelo. Il sindaco Matteo Perazzetti ha contattato personalmente i familiari, esprimendo il cordoglio dell'amministrazione e dell'intera comunità. "Città Sant'Angelo oggi piange Maria", ha scritto il primo cittadino, ricordando la ragazza partita per l'estero con il desiderio di costruire il proprio futuro. "Ci stringiamo con affetto alla sua famiglia in questo lutto - ha aggiunto il primo cittadino -. "Ci sono tragedie davanti alle quali ogni parola sembra troppo piccola".
Anche il presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo Lorenzo Sospiri ha espresso profondo cordoglio, estendendo il proprio pensiero agli altri giovani feriti e auspicando che i responsabili vengano rapidamente individuati.
Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e alle comunità di Atri e Città Sant'Angelo.
Meloni: "Fare piena luce sull'accaduto"
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio e ha assicurato che il governo sta seguendo gli sviluppi attraverso la Farnesina e le rappresentanze diplomatiche italiane.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ricevuto una telefonata dal suo omologo svizzero Ignazio Cassis, che ha espresso le condoglianze del governo svizzero e offerto piena collaborazione nelle indagini.
Una task force italiana, guidata dall'Incaricato d'Affari dell'ambasciata italiana a Berna, ha raggiunto Aarau per seguire direttamente gli sviluppi dell'inchiesta e mantenere i contatti con le autorità locali.
Si cerca uno o più responsabili
Subito dopo la sparatoria è scattata una vasta operazione di sicurezza.
La polizia cantonale ha mobilitato numerose unità, con il supporto delle forze federali e dell'intelligence. Alle operazioni ha partecipato anche un Super Puma dell'esercito.
Sono stati effettuati controlli sulle automobili e pattugliamenti nell'area. La zona dell'ippodromo, degli impianti sportivi e della piscina è stata isolata.
Alle ricerche hanno partecipato anche agenti tedeschi, nell'ambito della cooperazione transfrontaliera tra Svizzera e Germania.
Secondo la polizia, gli autori potrebbero aver già lasciato Aarau.
Per il momento è certo soltanto che almeno una persona ha aperto il fuoco. Gli investigatori non sono invece ancora in grado di stabilire se abbia agito da sola oppure con altri complici.
I bossoli di due diversi tipi di arma
Sono stati trovati bossoli calibro 9 millimetri, compatibili con pistole e altre armi dello stesso calibro, insieme a munizioni riconducibili ad armi lunghe, come i fucili d'assalto.
La presenza di diversi tipi di munizione ha fatto emergere l'ipotesi che possano essere state utilizzate due armi.
Resta soprattutto da capire perché sia stata compiuta la sparatoria.
Gli investigatori stanno valutando diversi scenari, compresa la possibilità di un atto terroristico, di un'azione criminale legata a un regolamento di conti o di un episodio di violenza con un'altra motivazione.
Nessuna di queste ipotesi è stata finora confermata.
La polizia ha chiesto a chiunque fosse presente al rave di consegnare fotografie e video realizzati prima, durante e subito dopo la sparatoria.
Gli investigatori sperano di poter ricostruire attraverso questi materiali i movimenti delle persone nell'area, individuare eventuali sospetti e verificare la presenza di armi o veicoli utilizzati per la fuga. 30 ago. 2026
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