Sevel. Malattia e legge 104: due condanne per permessi... truffa

Permessi facili per malattia e con la legge 104 alla Sevel di Atessa (Chieti)...  Ieri altre due condanne e un’assoluzione al processo per le truffe nei confronti dell'azeinda del Ducato, datore di lavoro, e l’Inps in merito ai permessi non veritieri, chiesti e ottenuti per assistere famigliari gravemente malati.

Il giudice Maria Rosaria Boncompagni ha ritenuto colpevoli, in primo grado, Antonio Sc., 43 anni, di San Martino in Pensilis (Campobasso), a cui ha inflitto 9 mesi di reclusione e 600 euro di multa e rappresentato dall’avvocato Marta Di Nenno;  e  Renzo F., 45 anni, di Cupello (Ch), che ha avuto 7 mesi e 300 euro di multa, difeso da Marco Serafini. Ampiamente assolto, il fatto non sussiste,  Massimo Maccione, 44 anni, di Vasto (Ch), rappresentato dall’avvocato Felicia Fioravante. Per lui fine di un incubo. 

I due condannati dovranno inoltre risarcire,in separata sede, civile, Sevel, rappresentata dall’avvocato Daniele Alberi. I tre sono stati tutti assolti dalla truffa contro l’Inps, patrocinato dall’avvocato Angela Di Cicco. La Procura aveva chiesto condanne per tutti, al contrario del collegio difensivo che ha invece fortemente argomentato l’insussistenza del reato.

La scorsa settimana venne assolto  anche Franco S., 63 anni, di Gessopalena (Ch), difeso da Angelo Manzi, dopo pure la positiva reintegra al lavoro da parte della Cassazione. Infatti Sevel ha licenziato tutti.

La vicenda giunta a processo riguardava presunti abusi riguardo ai permessi per congedi straordinari e legge 104 per assistere famigliari disabili o malati, nello specifico una cognata e due figli, con assenze di 3—4-5 giorni nel periodo 2012-2013. Per la Procura tutti avrebbero svolto altre attività personali invece che prestare assistenza ai famigliari, inducendo in errore la Sevel e l’Inps a corrispondere loro gli emolumenti per i giorni di permessi usufruiti. Per i due condannati le difese preannunciano ricorso in Appello.  

In un decennio Sevel ha sferrato un duro attacco contro i permessi facili denunciando poco meno di 30 lavoratori, con una buona metà già finiti a processo. In altri casi precedenti gli aspetti eclatanti, e presunti, della truffa erano legati alle circostanze che durante i permessi gli imputati sarebbero andati a ballare, giocare a pallone, fare lavori di campagna o aiutare le mogli nella conduzione di esercizi commerciali. Dietro di loro sempre in agguato c’erano gli 007 della Sevel, sguinzagliati ovunque.

Walter Berghella 

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