Scontri Askatasuna a Torino. Calista, l'agente preso a martellate: 'Sto bene...'. Lettera di Pisani
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"Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere". E' il messaggio che Alessandro Calista, 29 anni, poliziotto originario di Catignano (Pescara), ha voluto far arrivare dall’ospedale Le Molinette di Torino, dove è ricoverato dopo essere stato brutalmente aggredito durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.

Calista (nella foto, col collare), in servizio da due anni al Reparto mobile di Padova, è stato colpito con calci, pugni e martellate da un gruppo di circa dieci manifestanti vestiti di nero e incappucciati. Un’aggressione documentata da un video diventato virale (GUARDA QUI), nel quale si vedono alcuni colleghi intervenire per sottrarlo al pestaggio. Il giovane agente ha riportato contusioni e lesioni ma non è grave. Sposato e padre di un bambino, si trovava a Torino per un servizio di ordine pubblico insieme ad altri colleghi.

Sull’episodio è intervenuto il capo della Polizia, Vittorio Pisani, che ha espresso solidarietà e vicinanza agli agenti feriti attraverso una lettera. "Il servizio di ordine pubblico affrontato in un contesto particolarmente complesso e difficile – ha scritto – ha messo in luce la vostra dedizione, con professionalità ed equilibrio, pur a rischio della vostra incolumità. Il vostro impegno è garanzia per la tutela delle Istituzioni democratiche e per la sicurezza della nostra comunità". Pisani ha poi rivolto "un abbraccio affettuoso alle colleghe e ai colleghi rimasti feriti".

Parole di sostegno sono arrivate anche dalla Questura di Pescara che, in un post sui social, ha ricostruito quanto accaduto ad Alessandro Calista e ad un altro collega, Lorenzo, entrambi del Reparto mobile di Padova. "Sono stati pochi minuti, sembrati interminabili – si legge – . Erano lì per garantire la sicurezza di una manifestazione pubblica e sono stati aggrediti, malmenati e insultati".

Questa mattina a Le Molinette è arrivata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che già ieri aveva condannato duramente le violenze parlando di "attacco allo Stato". La visita, definita a sorpresa, è durata poco più di dieci minuti. In mattinata ha fatto visita agli agenti ricoverati anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Dopo l’incontro con i feriti, Meloni ha affidato a un messaggio parole durissime: "Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio". La premier ha poi spiegato di essersi recata alle Molinette "per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti e, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti". Nel tweet vengono elencate le armi utilizzate durante gli scontri: "martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare". "Erano lì per farci fuori", avrebbe raccontato uno degli agenti.

Il bilancio complessivo degli scontri è pesante: sono 108 gli operatori delle forze dell’ordine rimasti feriti, di cui 96 poliziotti, 5 carabinieri e 7 finanzieri. Un agente è ancora in osservazione al Cto, mentre Calista e un altro appartenente alle forze dell’ordine sono ricoverati alle Molinette.

Sul fronte giudiziario, almeno tre persone sono state arrestate. Tra queste un 22enne di Grosseto, fermato in flagranza differita per l’aggressione a Calista, e un giovane residente a Torino. Altri manifestanti, anche donne, sono stati denunciati. 01 febb. 2026

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