Lanciano. Sasi, contestati assunzioni 'strane' e aumenti tariffe. Chiesto intervento Ersi

Le procedure seguite per effettuare alcune assunzioni decise dalla Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato (Sasi) di Lanciano (Ch), società per azioni che gestisce acquedotti, depurazione e fognature in 92 comuni della Provincia di Cheti, finiscono nel mirino del comitato "Firme per un servizio idrico migliore".

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Forte di una petizione, con 2.500 sottoscrizioni raccolte in un documento trasmesso al presidente dell’Ersi (Ente regionale per il Servizio idrico integrato dell’Abruzzo), Nunzio Merolli; al prefetto di Chieti, Armando Forgione; ai segretari regionali dei sindacati di categoria - e al vice presidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, il comitato, rappresentato da Vittoria Camboni, di Ortona (Ch), ha chiesto un incontro con le parti per il prossimo 7 settembre. La data non è casuale: quel giorno, infatti, si terrà una riunione della e sulla Sasi nella sede Ersi di L’aquila.

A nome e per conto dei cittadini firmatari, Camboni vuole chiedere all’Ersi di "esercitare un maggior controllo sulla gestione della Sasi, soprattutto per quanto concerne il rischio di rincari tariffari dovuti ad un incontrollato aumento dei costi di gestione". "Aumenti che vanno palesemente in contrasto con la normativa che regola gli affidamenti "in house" alle società di gestione dei servizi pubblici locali – si legge tra l’altro nella lettera con cui si chiede l’incontro - e Sasi è soggetta al regime giuridico della società partecipate pubbliche e in house. Regime che prevede l’assunzione di personale solo tramite procedure concorsuali ad evidenza pubblica, pena la nullità dell’atto stesso di assunzione previsto dall’articolo 19 del Dlgs 175/2006".  E ancora: "Con la delibera del marzo 2020,  Ersi ha diffidato Sasi e ne ha annullato il provvedimento per la nomina di due dirigenti, oltre richiamarla al rispetto dei limiti imposti da Arera e dei costi operativi ancorati al bilancio 2011. Limiti, ultimi, imperativi al fine del riconoscimento tariffario".

Il comitato poi affronta la spinosa questione delle assunzioni. "Risulterebbe, inoltre, che negli ultimi tempi Sasi avrebbe proceduto all’assunzione di un parente di un socio (sindaco) e continuerebbe ad avvalersi di consulenze (pagate) da parte di un sindaco socio". Il tutto, secondo il comitato, "in acclarato conflitto di interesse. A ciò si aggiunga che si sarebbe proceduto, in netto contrasto col citato decreto 175/2006 a promozioni, con relativo incremento di livello di stipendio per personale con contratto interinale. Si chiede di verificare anche se esistono altri casi di sperperi, compreso l’incremento di costi dovuti all'uso automezzi di servizio.

"In una recente intervista il presidente Sasi, Gianfranco Basterebbe, nonostante la diffida dell’Ersi riguardo alla nomina dei dirigenti e in contrasto con essa, ringrazia i due direttori. Desta perplessità l’atteggiamento dell’organo di controllo (Ersi) riguardo a un palese mancato rispetto di un provvedimento di  due anni prima! Al riguardo si pone l’accento sulla situazione quantomeno anomala di uno dei due direttori che, inserito in Sasi tramite l’istituto di "comando" da altra amministrazione, dovrebbe avere un contratto regolato dagli articoli 56 e 57 del Dpr del 10 Gennaio 1957 che testualmente recitano : “il comando è disposto, per tempo determinato e in via eccezionale, per riconosciute esigenze di servizio o quando sia richiesta una speciale competenza… prevede il coinvolgimento del personale comandato in tutte le progressioni economiche e di carriera relative all’amministrazione  di appartenenza".  06 sett. 2022

FILIPPO MARFISI

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