San Salvo. Città sgomenta per l'arresto dei due carabinieri

Sgomento a San Salvo (Ch) per gli arresti del comandante della stazione, Antonello Carnevale, e del maresciallo Giuseppe Mancino. I due, nel mirino della Direzione distrettuale antimafia dell'Aquila, sono ai domiciliari.

Entrambi, dal pubblico ministero Roberta D'Avolio, sono sospettati di peculato, mentre solo a carico di Mancino pendono le accuse di divulgazione di segreto istruttorio, accesso abusivo al sistema informatico investigativo e detenzione illegale di munizioni da guerra.

Secondo la Procura distrettuale dell'Aquila, Carnevale e Mancino avrebbero omesso di sequestrare 1.490 euro di banconote contraffatte scovate su un'auto durante un controllo a San Salvo. Un fatto inspiegabile, da cui scaturisce il reato di peculato.

Inoltre Mancino, stando agli atti del magistrato, avrebbe rivelato il contenuto di atti coperti da segreto istruttorio sia alla compagna che all'avvocato Clementina De Virgiliis, anch'esse inquisite.

Indagati inoltre Paolo Lapenna e Giuseppe Izzotti che avrebbero ottenuto da Mancino informazioni prese dal sistema informatico investigativo. I difensori dei carabinieri, i legali Alessandro Orlando e Fiorenzo Cieri "ribadiscono la più totale e completa innocenza dei loro assistiti". Entrambi i militari, affermano, "confidano, quali fedeli servitori dello Stato e dell'Arma dei carabinieri alla quale hanno dedicato tutta la propria vita, nel sereno operato della magistratura, alla quale chiariranno ogni aspetto della vicenda".

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