Lanciano. Rapina ai coniugi Martelli. Ai banditi inflitte condanne che vanno dai 15 agli 8 anni
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Pene esemplari per le "belve", come sono state ribattezzate. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, ha condannato gli imputati per la rapina compiuta nella villa dei coniugi Martelli a Lanciano (Ch). La sentenza nel primo pomeriggio di oggi. 

Accusati del cruento assalto, programmato, studiato per settimane ed attuato nella notte  del 23 settembre dello scorso anno, sono i membri di una banda di romeni finiti sotto processo per rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di armi. Il commando, ben organizzato, entrò, poco prima che facesse giorno, nella casa, appena fuori dal quartiere Santa Rita, del medico Carlo Martelli e della moglie Niva Bazzan, che, mentre dormivano, vennero gettati giù dal letto e pestati a sangue.  Rimasero entrambi ricoverati, per diversi giorni, in ospedale.

Adrian Martin, ritenuto il capo del violento gruppo, ha avuto 11 anni e 4 mesi di carcere. Egli, dopo il colpo, fuggì in Romania, dalla quale è stato estradato lo scorso novembre. Quindici anni e 4 mesi per Alexandru Colteanu, per cui il pm ne aveva chiesti 18: stando alle risultanze investigative e alle confessioni rese dagli altri componenti della gang, fu lui, durante il colpo, a tagliare l'orecchio a Bazzan, con una roncoletta da 12 centimetri, raccattata nello scantinato dell'abitazione. Colteanu venne bloccato dallo Sco il 27 settembre 2018 a Casal di Principe (Caserta).

Condanne diverse per i fratelli Ion e Costantin Turlica: 9 anni e 4 mesi quelli inflitti al primo e 10 anni  al secondo. Dieci anni di prigione pure per il loro cugino Aurel Ruset; 8, invece, per l’autista George Ghiviziu. Il settimo romeno, Gheorghe Traian Jacota, che rispondeva solo di favoreggiamento per la tentata fuga di Ghiviziu, ha avuto 10 mesi. Il pubblico ministero, Mirvana Di Serio, nella scorsa udienza, al termine della requisitoria, aveva chiesto 86 anni complessivi di reclusione; ne sono stati inflitti 65. Pene troppo alte, secondo la difesa, che ha preannunciato ricorso in Appello. 

Dopo le ammissioni negli interrogatori di garanzia, i rapinatori sono stati inchiodati dai riscontri della polizia scientifica di Ancona che ha rilevato tracce su indumenti, suole delle scarpe, bottiglie e guanti e anche nel borsone ritrovato sulla Golf usata per la fuga, seconda auto utilizzata nella rapina, oltre a una Bmw, dove c’erano fascette e nastro isolante con cui i Martelli vennero legati imbavagliati dopo essere stati ferocemente picchiati.

I malviventi, che pensavano di trovare una cassaforte che invece nell'edificio non c'è, misero assieme, alle fine, tre orologi e oro. Con la Fiat Sedici del dottor Martelli andarono poi a prelevare contanti, per un totale di 1.990 euro, con bancomat e carte di credito estorti ai titolari.

Tutti hanno beneficiato del rito abbreviato. "Questa è la giusta punizione per quanto hanno fatto!". commenta Martelli. 

Walter Berghella

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Nelle foto, di Andrea Franco Colacioppo, la villa dei Martelli il giorno della rapina e i coniugi malmenati ricoverati in ospedale

 

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