Prostituzione a Montesilvano: condanne per 18 anni dal tribunale di Pescara

Obbligata a vendersi per strada. Ora due albanesi, di 37 e 38 anni, residenti ad Ortona (Ch) sono stati condannati a  sei anni ciascuno di reclusione, dal tribunale collegiale di Pescara, per sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione. I fatti risalgono al 2007. Gli imputati, secondo l'accusa, in concorso tra loro, hanno tenuto segregata una donna albanese all'interno di un hotel di Roma: lei era "chiusa a chiave all'interno" di una stanza e le veniva impedito. In seguito avrebbero portato la donna a Montesilvano (Pe) e "minacciandola continuamente di gravi danni alla propria incolumità personale" l'avrebbero costretta a prostituirsi. 

Due anni di reclusione ciascuno,  sempre dal tribunale di Pescara, sono stati inflitti ad un uomo di origini campane, residente a Chieti, e a due donne dominicane, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le signore sono state condannate poiché, avendo la disponibilità di un appartamento a Montesilvano (Pe), avrebbero favorito l'esercizio della prostituzione da parte di altre tre donne, "consentendo loro, in più occasioni, dietro compenso, di ricevere i clienti all'interno dell'appartamento e di avere con loro rapporti sessuali a pagamento". L'uomo invece avrebbe favorito e sfruttato l'esercizio della prostituzione, curando per le donne inserzioni ed annunci erotici su riviste e siti, con fotografie e numeri telefonici di ognuna, "per consentire a potenziali clienti di contattarle". 

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