Io sto col poliziotto”. E' questo lo slogan della raccolta firme promossa questa mattina a Pescara dalla Lega, nella sede del partito, per esprimere il massimo e incondizionato sostegno a tutte le forze dell’ordine e, in particolare, ad Alessandro Calista, agente del Reparto mobile di Padova, originario di Catignano (Pescara), e a Francesco Roselli di Gioia dei Marsi (Aq) e a tutti gli altri agenti rimasti feriti negli scontri di Torino.

"Numerosi - scrive dice la Lega in una nota - i cittadini che hanno voluto sottoscrivere l’iniziativa, manifestando concretamente la propria vicinanza agli uomini in divisa".

La mobilitazione arriva dopo i violenti scontri avvenuti nel capoluogo piemontese, dove la manifestazione pro centro sociale Askatasuna è degenerata in guerriglia urbana: cassonetti incendiati, negozi devastati, arredi urbani distrutti e agenti accerchiati e colpiti con calci, pugni e martelli. "Un bilancio pesante, con diversi poliziotti feriti".

"Le scene che tutti abbiamo visto sono raccapriccianti: un pezzo di città messo a ferro e fuoco da violenti", dichiarano Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale della Lega Abruzzo, e Andrea Scordella, responsabile regionale del Dipartimento Sicurezza. "Da parte della Lega c’è la ferma condanna di quanto accaduto. Noi siamo e saremo sempre dalla parte di chi ci difende, senza se e senza ma".

Secondo i rappresentanti del Carroccio, i fatti di Torino impongono ora scelte nette e immediate: "Non c’è più tempo da perdere. Nessuna tolleranza nei confronti dei violenti e approvazione immediata del nuovo pacchetto sicurezza, che prevede più tutele e garanzie per chi ogni giorno rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini". D’Incecco e Scordella chiedono inoltre "una presa di posizione chiara della sinistra, che ha sostenuto sin dall’inizio il corteo".

Solidarietà e vicinanza ai due poliziotti abruzzesi feriti e alle loro famiglie anche da Maria Luigia Montopolino, capogruppo della Lega al Comune di Pescara, e da Andrea Longo, consigliere comunale a Gioia dei Marsi e consigliere provinciale. "Un abbraccio ad Alessandro, pestato con una ferocia inaudita e salvato solo grazie all’intervento dei colleghi, a Francesco e a tutti gli agenti coinvolti - affermano -. E' tempo di porre fine a questo clima di odio e violenza che mina le basi dello Stato".

Sulla vicenda interviene il presidente della Regione, Marco Marsilio, esprimendo "la più ferma condanna per la vile aggressione subita ieri a Torino dagli agenti di polizia Alessandro Calista, giovane pescarese in servizio al Reparto Mobile di Padova, colpito ripetutamente durante gli scontri, e a Francesco Rosella, poliziotto di Gioia dei Marsi, anche lui rimasto ferito. A loro vanno la mia vicinanza personale e quella dell’intero Abruzzo, insieme all’augurio di una pronta e completa guarigione. Alessandro e Francesco hanno dimostrato grande coraggio, professionalità e senso del dovere, onorando la divisa e rendendo orgogliosa la sua terra d’origine. Episodi di brutale violenza come quello avvenuto a Torino sono un attacco allo Stato e non possono trovare alcuna giustificazione, né sul piano politico né su quello sociale".
"Condanno con fermezza - aggiunge il governatore - anche l’atteggiamento della sinistra che, nelle ultime settimane, ha sostenuto e incoraggiato la grande manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La partecipazione e il sostegno politico a un corteo che ha dato spazio ad aree antagoniste, finite per trasformare la città in un teatro di guerriglia urbana con auto incendiate, barricate e decine di feriti, hanno di fatto alimentato un clima di ostilità verso lo Stato e legittimato chi predica e pratica la violenza come metodo di lotta. Confido che i responsabili di questa aggressione vengano rapidamente identificati e perseguiti con la massima severità, affinché sia affermato un principio chiaro: chi colpisce un servitore dello Stato colpisce l’intera comunità nazionale".

Rocco Finardi, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia Lanciano, parla di fatto "gravissimo e del tutto inaccettabile". "La violenza cieca scatenata contro le forze dell’ordine non ha nulla a che vedere con il dissenso democratico – sottolinea – ma rappresenta un attacco allo Stato, alle sue istituzioni e alla sicurezza di tutti i cittadini".

Finardi esprime la più ferma condanna" per le aggressioni e la propria "piena solidarietà agli agenti feriti, alle loro famiglie e a tutte le donne e gli uomini in divisa che ogni giorno svolgono il proprio servizio con coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio". Un richiamo forte al ruolo delle forze dell’ordine come presidio di legalità e libertà: "Chi indossa una divisa lo fa per difendere la legge, garantire l’ordine pubblico e tutelare le libertà di ciascuno di noi. A loro va rispetto, non odio; sostegno, non violenza".

"Lo Stato non arretra di fronte alla violenza e deve continuare a stare dalla parte di chi ogni giorno rischia la propria incolumità per la sicurezza collettiva. Pieno sostegno alle forze dell’ordine e una pronta e completa guarigione agli agenti feriti". 01 febb. 2026

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