Abruzzo. Violenze sessuali su bimbi e corpi mutilati: minorenni denunciati per diffusione di materiale pedopornografico

Cadaveri, corpi fatti a pezzi, foto di Hitler e di bambini violentati, scherno e volgarità.

Carta in Risme A4 al prezzo più basso online

Ann. Carta per fotocopie al prezzo più basso

Apri

Sette adolescenti, di età compresa tra i tredici e i quindici anni, di Abruzzo, Roma, Lombardia, Campania e Puglia, sono stati denunciati per diffusione e detenzione di materiale pedopornografico. Tra loro c'è pure una ragazza e alcuni di essi, essendo sotto i 14 anni, non sono imputabili. 

L'operazione, "denominata Poison" perché per le forze dell'ordine le immagini scambiate sono "veleno", è della della polizia postale di Pescara, nell'ambito di indagini coordinate dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. La fase esecutiva ha coinvolto anche i centri operativi di altre quattro regioni.

I protagonisti facevano a gara, su gruppi social, a chi postava le immagini più terribili, più crudeli e pedopornografiche, con abusi sessuali anche su piccoli di tre o quattro anni. Gli accertamenti sono cominciati a seguito di una telefonata al 114, ossia al Servizio Emergenza Infanzia, di una mamma sconvolta dopo aver guardato il cellulare del figlio che veniva ricattato. Ed è venuta fuori una quantità di stickers e meme con atti sessuali estremi e mutilazioni, scat, splatter, apologia del nazismo/fascismo, zoofilia, necrofilia, atti terribili verso animali ed esseri umani.

Più di ottantacinquemila i messaggi scambiati e analizzati dagli investigatori che hanno tenuto sotto controllo cinque diversi gruppi. Si stanno valutando le posizioni di altri ventidue ragazzini.

Nelle abitazioni dei minorenni sono state effettuate perquisizioni, per cercare prove e materiali utili. La polizia parla di "disvalore culturale ed educativo che richiede un intervento dei servizi sociali a sostegno degli indagati e delle loro famiglie".

L'operazione - aggiunge -  "ha confermato un fenomeno dilagante tra i giovanissimi, i quali, spesso, nei contesti social banalizzano eventi terribili o mostrano assoluta indifferenza per violenze e stupri, anche nei confronti di bambini di tenera età. A volte si assiste a una gara a chi posta l'immagine più sprezzante o truculenta, al fine di stupire, all'insegna dell'esagerazione". 

"Assenza di consapevolezza e assuefazione all'orrore": così il direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Ivano Gabrielli, secondo il quale si tratta di una specie di "escalation. Oltre a condividere materiale, di cui già la detenzione determina illegalità, - spiega - si crea una spirale negativa che porta a materiale sempre più raccapricciante. E' importante che i genitori abbiano il controllo su ragazzi così piccoli visto che ci sono anche conseguenze sulla responsabilità penale".

Le indagini cercheranno di capire se "vi siano mani esterne che etero-dirigano queste chat. Le verifiche - conclude Gabrielli - sono partite anche dalle segnalazioni di mamme e papà stravolti, ma la stragrande maggioranza dei genitori era totalmente inconsapevole di ciò che veniva custodito nei device dei loro ragazzi". 24 ottobre 2022

SERENA GIANNICO

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 2235

Condividi l'Articolo