
La sua macchina è stata bruciata. Distrutta dalle fiamme. Silvia Di Silvio, giornalista di Pescara, l'ha trovata carbonizzata. Il rogo ha danneggiato anche altri mezzi presenti sulla strada. Intervenuti i vigili del fuoco per lo spegnimento dell'incendio.
A denunciare quanto accaduto è la stessa cronista sui social, dove dice di essere passata "dal raccontare all’esserne protagonista", collegando l’episodio ad una situazione di violenza e persecuzione da parte dell'ex, al quale deciso di dire basta. "Questo - scrive - è quello che succede quando non ti adegui al volere di un uomo al quale hai detto: è finita", ha scritto, accompagnando il messaggio con gli hashtag #vittimadiviolenza e #nonvoglioaverepaura.
Sulla vicenda interviene ora l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, che espime "ferma e incondizionata solidarietà" alla collega. In una nota firmata dalla presidente Marina Marinucci, l’Ordine definisce l’accaduto "un vile atto intimidatorio", sottolineando come l’incendio doloso dell’automobile rappresenti "un’escalation inaccettabile in un contesto già segnato da atti persecutori".
Secondo l’Ordine, il rogo non costituisce soltanto un grave reato contro il patrimonio, ma "un attacco diretto all’incolumità fisica e psicologica della collega". Per questo l’organismo professionale rivolge un appello alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria affinché intervengano "con tempestività, garantendo misure di protezione adeguate e immediate per la giornalista, individuando e perseguendo i responsabili e applicando con rigore le misure cautelari previste dalla legge a tutela delle vittime di stalking".
"Condanniamo con la massima fermezza questo atto criminale e ogni forma di violenza, intimidazione e molestia nei confronti dei giornalisti", conclude l’Ordine. 13 mar. 2026
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