
E' terreno duro di scontro, tra Governo e magistratura, il caso della famiglia anglo-australiana che da anni si è stabilita nei boschi di Palmoli (Chieti). Genitori e tre figli, due gemelli di 6 anni e una bimba di 8, che avevano optato per una vita estrema, "dentro la natura", senza elettricità, senza acqua corrente, senza gas, sono al centro di un conflitto istituzionale.
I piccoli non vanno a scuola, vengono istruiti in maniera privata.
Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, intervenuto a seguito di un rapporto dei carabinieri del 2024 – quando la famiglia rimase intossicata da funghi – l’altro ieri ha emesso un’ordinanza in cui ha disposto l’allontanamento immediato dei bambini, con la forza pubblica. I piccini adesso si trovano in una casa famiglia di Vasto (Ch), con la madre ammessa a stare nella stessa struttura, ma non a passare tutto il tempo con loro.
La vicenda, nata come un intervento a tutela dei minori, è deflagrata in poche ore. Infatti, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha discusso il caso con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e non si esclude l’invio di ispettori ministeriali a L’Aquila per verificare le procedure adottate dai magistrati.
A imprimere una svolta politica alla vicenda è stato Matteo Salvini. Il leader della Lega ha parlato di scelta “vergognosa e assurda”, accusando i magistrati di intervenire “nel merito dell’educazione privata, rubando i bambini" e annunciando: "Se serve, andrò sul posto per riportare a casa quei piccoli". Ha attaccato frontalmente i magistrati che hanno tolto questi bimbi ai genitori, “ma ignorano quelli che vivono nei campi rom”. Parole che hanno acceso la miccia.
La risposta della magistratura è arrivata in forma altrettanto decisa. L’Associazione nazionale magistrati dell’Aquila ha diffuso una nota durissima, definendo “inopportune” e “sorprendenti” le dichiarazioni del vicepremier e respingendo “con forza ogni tentativo di interferire nell’attività dei colleghi”. L’Anm mette in guardia da “delegittimazioni pericolose” nei confronti di chi opera “nel delicatissimo ambito della tutela dei minori”.
Accuse aperte dalla Lega. Stefania Pucciarelli, senatrice del Carroccio, presidente della Commissione Diritti Umani: "Sono sconcertata. E' uno sproporzionato accanimento contro una famiglia che conduceva una vita insolita ma non illegale. Ora c'è un legame familiare spezzato ingiustamente". E Rossano Sasso, deputato della Lega: "Lo Stato punisce una famiglia solo perché viveva seguendo uno stile alternativo. E' un "pregiudizio etnico": se i genitori fossero stati rom, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire". Vincenzo D'Incecco, coordinatore regionale Lega Abruzzo: "Sono profondamente amareggiato per i bambini - sottolinea - e arrabbiato per quanto sta accadendo. Tre minori, cresciuti in un contesto familiare sano e immersi nella natura, sono stati portati via come se i loro genitori fossero dei criminali. Il rischio ora è un trauma profondo che poteva e doveva essere evitato".
"E' necessario ripartire dalla vera priorità: i diritti e la tutela dei bambini", afferma invece Elisabetta Piccolotti di Avs.
"Lo scontro tra la famiglia e i tribunali sta infatti facendo male prima di tutto a quei tre bimbi che da giorni - prosegue la parlamentare rossoverde - vivono assediati dai giornalisti e che sono stati portati via con una folta presenza di carabinieri.
Chiunque può immaginare quanto questo trasferimento forzato dei bimbi può averli colpiti e spaventati, minando il loro equilibrio psicologico.
Dall’altra parte allo stesso modo non é difficile comprendere che questi bambini non possono continuare a vivere in condizione di isolamento e senza frequentare la scuola, che prima di essere un luogo di istruzione è un presidio di socialità. Serve quindi una capacità di dialogo che punti all’obiettivo di riportare al più presto i bimbi nella loro casa assicurandogli però la possibilità di frequentare la scuola e altri coetanei".
Intanto la comunità di Palmoli si stringe alla famiglia. "L'amministrazione comunale sostiene questa famiglia", afferma il sindaco Giuseppe Rosario Masciulli, borgo di poco più di 800 abitanti arroccato a 700 metri di altezza, tra i boschi del basso Abruzzo. Nella campagna del paese, a pochi chilometri dal confine con il Molise, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, con i loro tre bambini, avevano trovato un piccolo angolo di paradiso, dove vivere seguendo i propri principi.
"Noi sosteniamo questa famiglia - ribadisce Masciulli -, tant'è che in passato, a fronte della prima ordinanza del giudice che invitava a effettuare interventi di consolidamento statico, adeguamento igienico-sanitario del fabbricato, nonché assistenza ai bambini a livello scolastico e socio-educativo, abbiamo messo a disposizione le nostre strutture con il coinvolgimento, chiaramente, dei servizi sociali. Pensavamo che questa disponibilità sarebbe stata ben accolta, invece ci è stato notificato tramite Pec il provvedimento del Tribunale dei Minorenni". Il primo cittadino spiega come il problema legato all'abitazione sia di facile soluzione. "Già l'anno scorso avevamo messo a disposizione una casa nel centro abitato con tutte le utenze, i comfort, tre camere da letto, doppio servizio, riscaldamento, insomma non mancava nulla - aggiunge Masciulli -. Tant'è che la famiglia vi ha abitato per un certo numero di giorni, poi l'hanno lasciata perché lo stile di vita non corrispondeva ai loro principi: il bagno a secco, l'utilizzo dell'acqua trattata con cloro, come fanno tutte le società di gestione dei servizi idrici, l'utilizzo dell'energia elettrica che, comunque, consuma risorse ambientali e via dicendo. Per cui, tornando alla questione, il problema è facilmente risolvibile". 22 nov. 2025
SERENA GIANNICO
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