Palmoli. Bimbi allontanati dal bosco: giudici nel tritacarne delle polemiche. 'Vicenda è debacle istituzionale'

E' un campo di battaglia nazionale, quella casa semi nascosta nei boschi di Palmoli, borgo di circa 800 anime nel Chietino, a pochi chilometri dal confine con il Molise.

Il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, arrivato il 20 novembre, ha dato il via ad una rissa tra governo, opposizioni e magistratura, dopo che quest'ultima, con ordinanza, ha disposto l'allontanamento di tre bimbi, due gemelli di 6 anni e la sorella maggiore di 8, dai loro genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che hanno scelto, per sé e per i propri figli, un'esistenza "dentro la natura".

Niente elettricità, niente acqua corrente, niente gas, perché tutto inquina. "No ad una società avvelenata". E istruzione scolastica privata. "Entrambi volevamo una vita nuova - dice lui - e l'abbiamo trovata insieme. Non siamo matti...". Sono colti, parlano cinque lingue, la moglie è anche autrice di libri. Ma i piccoli, nei giorni scorsi, sono stati allontanati, dai carabinieri, da quel mondo diverso cercato e creato e sono stati messi in una casa famiglia a Vasto (Ch).

Alla madre è stato concesso di seguirli, di stare nella stessa struttura, ma non di trascorrere con loro tutto il tempo. L'offensiva leghista è partita con il ministro Matteo Salvini che definisce l’accaduto “un sequestro di tre bambini portati via in maniera indegna, preoccupante, pericolosa e vergognosa”, annunciando che la prossima settimana sarà in Abruzzo e avvertendo: “Giudice e assistenti sociali non rompano le scatole”. In Abruzzo, il Carroccio sta organizzando gazebo e raccolte firme: “Quella famiglia non va smembrata”, afferma il coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco, ribadendo che i bimbi “hanno il diritto di stare con la mamma e il papà”.

La capogruppo di AVS, Luana Zanella, denuncia l’uso politico della vicenda: “La scelta di vita di una famiglia è sfociata in una tragedia lacerante… ma ciò che ora appare sfrontato, smisurato e disturbante è l’irresponsabilità con cui il Governo la cavalca”. Nel mezzo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che non spegne il fuoco. “Strappare un bambino a una famiglia è un atto estremamente doloroso - dichiara, aggiungendo che servono - accertamenti profondi". Potrebbe esserci quindi un'ispezione a carico dei giudici, già ventilata.

Clima incandescente ma le toghe non ci stanno a subire e intervengono a difesa dei colleghi che hanno adottato la decisione. L’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (Aimmf) rivendica la piena legittimità dell’intervento, ricordando che i giudici devono agire "tutte le volte in cui esistono concreti e attuali motivi di ritenere compromessi i diritti fondamentali dei minori. Ricordiamo - prosegue - che il maltrattamento dell'infanzia si esprime non solo attraverso condotte violente ma anche in forme di trascuratezza gravi e protratte". L’associazione sottolinea che, in questo caso, il rischio riguarda "salute, integrità psicofisica, educazione e socialità" e che il portare via i piccini è stato l’"extrema ratio", dopo oltre un anno di prescrizioni ignorate. Il fronte si compatta anche attraverso l’Associazione nazionale magistrati, che per voce del segretario Rocco Maruotti definisce l’ordinanza "stramotivata in dieci pagine" e avverte: "Leggete i provvedimenti prima di attaccare ad occhi chiusi". L’Anm parla di provvedimento assunto "nel rispetto delle norme vigenti e con finalità esclusivamente protettive", chiedendo che cessi ogni "strumentalizzazione politica e da parte dei media".

Intanto Arianna Fioravanti, direttore responsabile della rivista "Gli altri animali", a tutela i bambini, sta organizzando "una manifestazione nazionale a Roma, per sabato 6 dicembre, in piazza dei Santi Apostoli, con presidio davanti al ministero per la Famiglia e le pari opportunità. E in quel di Palmoli si sta lavorando per dare una dignità al rudere (così viene definito nell'ordinanza) usato come abitazione, con realizzazione di bagno e due camere da letto, fitodepurazione, spostamento cucina.

Il sindaco Giuseppe Rosario Masciulli: "L'intera comunità è con loro. Ci siamo messi da tempo a disposizione per il consolidamento statico e l'adeguamento igienico-sanitario del fabbricato, e per l'assistenza ai bimbi. Pensavamo che questo sarebbe stato ben accolto, invece ci è stato notificato tramite Pec il provvedimento del Tribunale. Un fulmine... Avevamo anche messo a disposizione una casa in centro con tutte le utenze, i comfort, tre stanze da letto, doppio servizio, riscaldamento, insomma non mancava nulla. La famiglia ci è stata per un certo numero di giorni, poi l'ha lasciata perché non corrispondeva ai suoi principi". 

"Se i magistrati hanno applicato rigidamente la legge, allora è da cambiare immediatamente la legge, e non è il primo segnale che si ha circa la necessità di rivedere l'ufficio degli allontanamenti dei figli dalle famiglie. Se, invece, fosse rientrata nelle loro prerogative un minimo di elasticità, bisognerebbe capire le ragioni per cui non l'abbiano tenuta in considerazione. Certo è che ad uscire malissimo da questa vicenda sono, comunque, le istituzioni, dalle quali l'opinione pubblica è orientata a tenersi sempre più alla larga - è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori -. Se a determinare la decisione fosse stata la vita tra la natura, saremmo al cospetto di una decisione innaturale - rincara Marziale -, qualora fosse la mancata frequentazione delle aule scolastiche, occorrerebbe ricordare a chi detiene il potere decisionale che esiste l'istituto dell'istruzione parentale, la cui applicazione sarebbe stata molto meno traumatica dell'allontanamento. Da qualunque altra prospettiva la si voglia osservare, questa bruttissima vicenda segna la debacle del sistema istituzionale".

L'avvocato dei Trevallion, Giovanni Angelucci sta preparando il ricorso alla Corte di Appello dell'Aquila. E se non dovesse bastare?

"L'Italia ci ama - afferma Nathan - e a noi piace stare qui. Ma abbiamo un'altra opzione: prendiamo i passaporti, mia moglie con i bambini tornano in Australia e io resto qui a badare agli animali". 23 nov. 2025

SERENA GIANNICO

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