Palmoli. Bimbi allontanati dal bosco. Csm chiede tutela dei giudici minorili. Lega ricorre a Bruxelles

Insulti e minacce rivolte sui social alla presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, di cui sono stati pubblicati persino indirizzo e dove trovarla, dopo l’ordinanza collegiale con cui sono stati allontanati da casa i tre bambini dalla famiglia che abita nel bosco di Palmoli, nel Chietino.

Questo, e l'alta tensione che avviluppa la vicenda, ha spinto la maggioranza del Consiglio superiore della magistratura a sollecitare l’apertura di una pratica di tutela. Nella richiesta, i firmatari ricordano che il provvedimento è stato assunto "nell’ambito di un procedimento nato su impulso della Procura minorile, dopo il ricovero" dei bimbi, di 6 e 8 anni, per un avvelenamento da funghi, "e all’esito di un’istruttoria durata 13 mesi e fondata su relazioni dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, su accertamenti tecnici relativi alle condizioni abitative, sulle informazioni sanitarie e sulle complessive condizioni di vita".

Il documento fa presente che alcune dichiarazioni pubbliche - vedi vice premier Salvini - hanno presentato l'iniziativa del Tribunale come un "sequestro’ di minori", con espressioni "fortemente denigratorie" e l'annuncio di "iniziative ispettive e interlocuzioni dirette con i giudici investiti del procedimento”. Tali affermazioni, si legge ancora, "trascendono la legittima critica a un atto giudiziario e finiscono per colpire direttamente l’operato dei magistrati del Tribunale per i minorenni, esponendoli a una indebita pressione, anche mediatica" e finendo "per esondare in un’inaccettabile delegittimazione personale dei giudici titolari del procedimento".

Magistratura costretta alle barricate, mentre spunta una relazione dell’Ecad (Ente che coordina i servizi sociali in più Comuni) di Monteodorisio (Ch), redatta nello scorso luglio, che descrive il nucleo familiare come "a rischio di grave emarginazione", in "disagio abitativo", con membri che "non hanno interazioni sociali frequenti". L’abitazione, si legge, "non è stata dichiarata agibile", non dispone di "servizi igienici" ( viene utilizzata una buca scavata nel terreno), né di "utenze attive". I minori “non frequentano la scuola e attività ricreative o sportive”, mentre i genitori (nella foto) "applicano i principi dell’unschooling" e ritengono che i figli "non possano frequentare altri bimbi liberamente perché influenzabili". Elementi finiti tutti nell'ordinanza che ha tolto la responsabilità genitoriale alla coppia e ha disposto che i piccoli stessero in una struttura protetta. In risposta ecco il ministero dell’Istruzione e del Merito che chiarisce: "Risulta regolarmente espletato l'obbligo scolastico, attraverso l'educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l'appoggio ad una scuola autorizzata".

Sul fronte politico, l’europarlamentare della Lega, Susanna Ceccardi, ha presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea, chiedendo a Bruxelles di verificare se la decisione dei giudici "possa configurare una violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea". Lo stesso Carroccio, in Abruzzo, lancia banchetti nelle principali piazze della regione per raccogliere firme a sostegno della famiglia. Fonti giudiziarie confermano che "il Tribunale dell’Aquila ha inviato al ministero della Giustizia la documentazione sul caso" e che il guardasigilli, Carlo Nordio "ha avviato le verifiche".

Quest'ultimo riceve il plauso di Pro Vita & Famiglia che, in una nota, esprime "soddisfazione per l’intervento del ministro della Giustizia che, su sollecito del premier Giorgia Meloni, ha chiesto alla Procura generale dell'Aquila una relazione ufficiale che faccia luce sulla vicenda dei coniugi Trevallion". Il portavoce Jacopo Coghe: "Ribadiamo che i figli non sono dello Stato e le famiglie non possono essere spaccate solo perché ‘colpevoli’ di scegliere un modo di vita diverso e un’educazione non convenzionale".

Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, parla di "bambini trattati come oggetti". E chiede: "Cosa ne sarà di loro quando saranno adolescenti, quando cercheranno un lavoro, quando magari vorranno una laurea senza aver mai visto un computer? Gli stessi emuli di Salvini che oggi urlano al "diritto dei genitori" saranno i primi, domani, a chiamarli selvaggi, disadattati, anormali. L’abbiamo già vista questa brutalità, la conosciamo. La verità è che a Salvini non interessa trovare un equilibrio tra due diritti: stare con la propria famiglia e avere accesso all’istruzione, alla relazione, all’emancipazione. Gli interessa altro". 25 nov. 2025

SERENA GIANNICO

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