
La morte di Lorena Paolini, casalinga 53enne trovata senza vita il 18 agosto 2024 nella sua casa di località Casoni a Ortona (Ch), arriva ad un bivio decisivo.
Il prossimo 21 aprile, davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti, Maurizio Sacco, si discuterà la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore di Chieti, Giuseppe Falasca. Una decisione, quella della Procura, che trova la ferma opposizione dei familiari della vittima, decisi a non accettare la tesi del gesto volontario.
Al centro della battaglia legale c'è una profonda divergenza scientifica. Da un lato, il medico legale della Procura, Cristian D’Ovidio, le cui conclusioni propendono per l'ipotesi del suicidio. Dall'altro, un folto pool di esperti schierato dalle parti offese — Silvana Paolini e Leone Di Carlo, sorella e zio di Lorena, assistiti rispettivamente dagli avvocati Francesca Di Muzio e Nicola Rullo — che punta a smontare questa ricostruzione.
La consulenza di parte, firmata dai medici legali Ildo Polidoro e Benedetta Pia De Luca, dalla genetista Marina Baldi, dal criminalista Nicola Caprioli e dall’analista informatico Luca Russo, solleva dubbi che l’archiviazione non riuscirebbe a dissipare. L’unico iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato resta il marito, il 51enne Andrea Cieri.
Nonostante la richiesta di chiusura del caso da parte della Procura, i legali della famiglia Paolini chiedono di disporre ulteriori accertamenti tecnici. Tra i punti critici evidenziati nell'opposizione, l'angolo del segno lasciato sul collo della casalinga da una corda mai trovata, che non corrisponderebbe a quello rilevato durante la simulazione con il manichino usato dai Ris di Roma per ricostruire la scena nel ripostiglio di casa, dove per D’Ovidio la casalinga si sarebbe tolta la vita.
Gli specialisti dell’Arma dei Carabinieri hanno evidenziato che l’impronta del laccio sul manichino presenta un orientamento e un’angolazione differenti rispetto a quelli riscontrati sul corpo della vittima, incoerente con l'ipotesi di una sospensione al lampadario. Un ulteriore elemento di incertezza è rappresentato dall'analisi di 16 fibre rinvenute sul collo della vittima. Nonostante la loro rilevanza, nessuna di queste tracce è stata trovata sul lampadario. Proprio per queste mancanze, i Ris hanno definito l'accertamento tecnico come "inconclusivo".
Altri aspetti sui quali sono stati chiesti nuovi accertamenti, riguardano i dispositivi mobili del marito e della figlia minore di Lorena, se esistevano tensioni in casa per via una consistente somma di denaro lasciata dalla suocera alla Paolini e, sugli orari dei filmati delle telecamere disposte in contrada Casone, che hanno ripreso i movimenti di Cieri il 18 agosto, ma che presentano un ritardo di un'ora sull'orario reale. 26 mar. 2026
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