
Una operazione internazionale di contrasto al cybercrime e alla pirateria audiovisiva ha portato allo smantellamento di una delle più complesse infrastrutture Iptv illegali (piattaforme che trasmettono live o on-demand tramite una connessione internet), attive a livello globale. L’operazione, denominata “Switch off”, è stata eseguita dalla polizia di Stato su disposizione della Procura distrettuale di Catania e rappresenta, per ampiezza e livello di cooperazione internazionale, un intervento senza precedenti nel settore.
Le indagini sono state avviate circa un anno fa dalla Postale di Catania, anche grazie agli elementi emersi dalla precedente operazione "Taken down", condotta nel novembre 2024. Gli accertamenti hanno consentito di interrompere un sistema illecito, capace di generare ricavi stimati tra gli 8 e i 10 milioni di euro al mese, attraverso abbonamenti pirata sottoscritti da oltre 100mila utenti in Italia e milioni a livello mondiale.
Il blitz ha interessato numerose città, con perquisizioni e sequestri eseguiti a Catania, Messina, Palermo e Altofonte in Sicilia, Napoli, Castellammare di Stabia, Brusciano e Cardito in Campania; Brindisi; Trani e Lanciano (Chieti).
Le attività investigative hanno inoltre coinvolto diversi Paesi europei ed extra, in collaborazione con le autorità di Regno Unito, Spagna, Romania, Kosovo, Canada, India, Corea del Sud ed Emirati Arabi.
Sono 31 gli indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di diffusione illecita di contenuti audiovisivi, accesso abusivo a sistemi informatici, frode, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sodalizio criminale operava su scala transnazionale, avvalendosi di società di comodo e di transazioni in criptovalute per occultare i flussi finanziari.
Cuore del sistema era una sofisticata infrastruttura informatica basata su server affittati in Europa orientale, Asia e Americhe, utilizzati per l’archiviazione e la distribuzione illegale di palinsesti televisivi. I contenuti, protetti da diritti d’autore, venivano captati e rivenduti a prezzi compresi tra i 10 e i 12 euro al mese e comprendevano l’offerta delle principali piattaforme nazionali e internazionali, tra cui Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime Video, Netflix, Paramount e Disney+.
Nel corso dell’operazione sono state sequestrate tre tra le più note piattaforme Iptv illegali – iptvItalia, migliorIptv e DarkTv – con apposizione dei pannelli di sequestro sui siti vetrina e sui canali Telegram utilizzati per la vendita degli abbonamenti. Bloccata l’attività di circa mille rivenditori e oscurata la fruizione dei contenuti pirata per oltre 100mila utenti.
Particolarmente significativo il sequestro effettuato a Napoli, dove gli investigatori hanno scoperto una sim-farm composta da oltre 200 schede telefoniche, decine di smartphone e numerose carte di credito, verosimilmente utilizzata per attività illecite connesse al cybercrime.
"E' un’operazione senza precedenti – ha dichiarato Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica – perché siamo riusciti ad andare oltre l’infrastruttura presente in Europa, arrivando a Paesi extraeuropei grazie alla cooperazione internazionale".
Sulla rilevanza dell’inchiesta ha insistito anche il procuratore di Catania, Francesco Curcio, sottolineando come la Sicilia sia "pienamente coinvolta in un traffico che si estende dall’Europa al Medio Oriente, fino al Nord America e all’Asia". Curcio ha inoltre ricordato che per gli utenti finali sono previste sanzioni amministrative: "Il risparmio apparente di pochi euro al mese può tradursi in sanzioni di migliaia di euro". 28 genn. 2026
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