Morto Umberto Ranieri, il pittore di Paglieta. E’ stato massacrato in Largo Preneste a Roma
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Non ce l'ha fatta. E' morto stamattina, intorno alle 11, Umberto Ranieri, 55 anni, artista di Paglieta (Ch), colpito con ferocia domenica sera a Roma mentre era in un parco pubblico. Era uscito a fare una passeggiata, come aveva annunciato telefonicamente qualche ora prima alla zia, Maria Addolorata Ranieri, che abita a Paglieta, mentre lui da decenni, dopo gli studi, si era trasferito nella capitale. Il pittore è stato aggredito in Largo Preneste, dove non ci sono telecamere di sicurezza, mentre era intanto a leggere e a prendere appunti. E' il posto dove andava spesso. Sembra fosse con alcuni giovani, prima su una panchina, e poi che, ad un certo momento, si siano alzati insieme. Mentre chiacchieravano, l'hanno picchiato, facendolo cadere, e dileguandosi poi tutti. Lui ha sbattuto con violenza la testa. Il cranio si è spaccato; sul selciato c'è una macchia rossa. A chiamare i soccorsi sono stati due sudamericani che erano seduti per fatti loro poco distante: “Non si muoveva più, il sangue usciva dalla bocca. Abbiamo subito capito che  era grave e allertato il 118″, hanno detto alle forze dell’ordine. Secondo i residenti, ad aver aggredito l’uomo potrebbero essere stati “ragazzi che frequentano la zona. Qui ogni sera c’è di tutto e di più. Ci sono alcuni negozi che vendono alcol a tutte le ore del giorno e della notte e spesso si fermano a bere gruppi di giovani o sbandati che poi ci passano la notte. Ma anche a fumare canne o a spacciare droga. Ora speriamo solo che l’uomo colpito si riprenda al più presto”.

Ci sono indagini dei carabinieri, che stanno lavorando per dare risposte. Sull'accaduto è intervenuto il Gay center di Roma che "chiede di tenere in considerazione la matrice omofoba". Il padre, Filomeno, è corso al capezzale del figlio e gli è stato accanto, mentre la madre Anna è rimasta nella casa di Paglieta. "Non sappiamo che è accaduto, ma non si può massacrare e uccidere così qualcuno...", ripetono i familiari. "Per me è un fratello e questo è un dolore immenso - riferisce Gabriele Tinari, artista, attore teatrale di Lanciano -. Umberto era pittore, scultore, autore e performer... Era spesso in giro per mostre, in Italia e all'estero. Per motivi professionali aveva rapporti con la Repubblica Ceca, con Praga, dove ha esposto. E' anima candida e generosa". Tra i ricordi "pazzi" "quel tour dell’'86 nella ex Jugoslavia. L'abbiamo percorsa in macchina, in lungo e in largo. Insieme abbiamo poi fondato la compagnia teatrale "La casa di Babette" dove ha lavorato per due anni". Il suo nome d'arte era Nniet Brovdi. 

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