Chieti. Positiva al coronavirus partorisce gemellini sanissimi
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Prima, durante e dopo l'intervento (vedi foto) c’è stato un intenso lavoro di coordinamento tra la Direzione medica, la Ginecologia e ostetricia, la Neonatologia e Terapia intensiva neonatale, l’Anestesia e rianimazione e la Pneumologia, che hanno condiviso la scelta di far nascere, il 17 novembre, prima del dovuto, i bambini per ridurre i pericoli, e tutto è andato per il meglio. I piccini sono in perfette condizioni di salute e sono risultati negativi al Covid-19- Anche la mamma, circa 35 anni, ha superato bene il momento. Soddisfazione è stata espressa da Marco Liberati, direttore della Clinica ostetrico-ginecologica, che ha seguito la donna insieme al ginecologo Francesco D’Antonio, all'anestesista Paolo Cannizzaro, all’ostetrica Marta Antonaro e agli infermieri Gianna D'Ettorre, Francesco D'Ettorre e Michela D'Alessandro.

Ad assistere amorevolmente la neo mamma per 24 ore al giorno, insieme al personale della Pneumologia diretta da Stefano Marinari, dove lei al momento si trova, sono le ostetriche, coordinate da Cinzia Di Matteo, della Clinica ostetrico-ginecologica, centro di riferimento della Asl per le gravidanze ad alto rischio. "Le mie colleghe - racconta Di Matteo - si vestono, ogni tre ore, durante il giorno e la notte, con i dispositivi di protezione, per andare a controllare le condizioni della signora". I bimbi sono seguiti dalla Neonatologia diretta da Diego Gazzolo e, in particolare, dalle dottoresse Adelina Primavera e Caterina di Battista.

"Abbiamo seguito la paziente con meticolosa attenzione - spiega D'Antonio, specializzato in gravidanze ad alto rischio e rientrato da poco in Abruzzo dopo aver lavorato nove anni all'estero, in Inghilterra e in Norvegia - dalla 35esima settimana di gravidanza, perché i problemi che aveva, ai quali si è poi aggiunto il coronavirus, non ci facevano stare tranquilli. Il Covid avrebbe potuto acutizzare le malattie pregresse e portare a complicanze repiratorie severe. Ad un certo punto, abbiamo deciso che era ora di far nascere i bambini che sono in perfetta salute e che non hanno contratto il virus che, come dimostra uno studio internazionale che stiamo portando avanti, raramente viene trasmesso in casi come questo". 

La Ginecologia di Chieti già dalla prima fase della pandemia assiste donne incinte contagiate con un percorso dedicato. Proprio nei giorni scorsi, nel presidio teatino, in collaborazione con l’unità operativa di Malattie infettive, era stata sottoposta a ecografia morfologica una donna della provincia di Teramo risultata positiva. c

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