Lanciano. Padre a processo per maltrattamenti su figliolette

Angherie su due figlie minorenni, ma lui nega. Padre severo, ma ben oltre il limite; in ogni caso oggi il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Lanciano (Ch), Giovanni Nappi, ha rinviato a giudizio per il maltrattamento delle piccole, oggi 11 e 9 anni di età, N.M., 43 anni, di Lanciano.

Le accuse a suo carico parlano di perduranti maltrattamenti contro le bimbe, che attualmente si trovano in una casa famiglia, a partire da gennaio 2016 fino all’estate 2018, quando la maggiore scappò anche da casa. Ragazzine, sostiene la Procura frentana, aggredite fisicamente con cadenza quasi giornaliera, anche a colpi di cinghiate e con la scopa e con la pretesa che prendessero lezioni di musica per quattro giorni alla settimana e che si esercitassero anche la domenica. Praticamente niente giochi se le figlie non seguivano i suoi ordini.

Un anno fa, all’audizione della bimba più grande il papà imputato entrò in tribunale con un coltello a serramanico in tasca, lama da 20 centimetri di lunghezza, che gli venne sequestrato dagli agenti della security della Federalpol. Durante l’incidente probatorio la maggiore delle ragazze ha ridimensionato i duri comportanti del genitore, ammettendo solo un caso di colpi di cinta. Il difensore dell’uomo, l’avvocato Nicola Rullo, conferma: “Siamo nella linea mediana, tra maltrattamenti e coercizione".

A processo, fissato al 7 luglio 2020, la difesa contrasterà le accuse. A breve l’uomo dovrà anche rispondere dell’aggressione, avvenuta a settembre dello scorso anno, ai danni di due assistenti sociali all’interno dell’assessorato Politiche sociali del Comune di Lanciano durante una un colloquio protetto con le due figliolette. Le donne sono state picchiate a sangue e ferite e sono finite all'ospedale.

Walter Berghella

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