Maltempo in Abruzzo. Pescara devastata da acqua e grandine. Danni e decine di feriti
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Devastata dalla grandine, caduta con chicchi grandi come arance, che hanno causato il disastro, e dal nubifragio che si è abbattuto sulla città nel primo pomeriggio. Pescara in ginocchio.

Ovunque  ci sono stati allagamenti. Strade ridotte a fiumi in più punti. In pieno centro acqua oltre i 10 centimetri, che hanno bloccato persino i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e che, in qualche zona, hanno trascinato via le auto. Disagi alla viabilità. Ai colli si è creata una frattura nel manto stradale e il sindaco, Carlo Masci, ha attivato la somma urgenza per il ripristino. In tilt i centralini dei vigili del fuoco e dei vigili urbani, che stanno gestendo le numerosissime richieste di intervento. 

Al momento in 18 sono finiti in ospedale per ferite lacero-contuse provocate dai grossi chicchi di grandine.  La maggior parte di loro è stata colpita lla testa e ha contusioni e tagli. I medici, diretti da Alberto Albani, responsabile del Pronto soccorso e direttore del dipartimento di Emergenza, sono al lavoro: molte lesioni necessitano infatti di punti di sutura. Tra i feriti anche una donna incinta. 

In ospedale tra l'altro l'acqua ha invaso il piano terra e ha costretto allo stop delle sale operatorie. Sono in corso verifiche sugli ascensori per valutare se è possibile gestire le urgenze. Completamente allagati i seminterrati. Fuori uso le cucine, la farmacia e i parcheggi. Nel parcheggio sotterraneo riservato ai dipendenti l'acqua ha raggiunto i due metri: una ventina le auto distrutte, sommerse nel posteggio di proprietà del Comune e gestito da una cooperativa. I sommozzatori sono in azione. "Ragionevolmente non dovrebbero esserci persone nelle auto perché il guardiano ci ha detto che non c'era nessuno e le luci accese dei mezzi sono dovute al corto circuito provocato dall'acqua", dice il manager Asl, Armando Mancini. Alcune persone sono riuscite a mettersi in salvo dai veicoli trascinati dall'acqua.

La grandine ha bucato i tetti e i lucernari delle case e delle palazzine. Una scena di guerra, un vero e proprio "bombardamento" che ha  anche distrutto i cristalli di tutte le macchine parcheggiate in strada. I vetri del palazzo del Comune sono stati sfondati, così come le coperture in plexiglass della sede di Economia dell'Università di Chieti-Pescara. La biblioteca della struttura, dove numerosi studenti stavano studiando, è stata prontamente evacuata e gli ingressi transennati. Annullate anche le lauree in programma per la giornata odierna. 

Nella zona dei Colli, in via di Sotto, un uomo è stato trascinato dalla corrente che ha invaso la strada, bermuda blu e t-shirt rosso vinaccio indosso.

 Almeno 30 o 40 centimetri di acqua, forse mezzo metro, in piazza della Rinascita, la piazza centrale di Pescara. In tanti, commentando il fenomeno, dicono di non aver "mai visto unfatto del genere". Dappertutto si cammina con l'acqua fin sopra alle ginocchia. Negozi e locali al pianterreno allagati nelle centrali via Nicola Fabrizi e nel proseguimento di via Gobetti verso il porto. Molti commercianti hanno già annunciato che non potranno riaprire. 

"Sembrava un bombardamento. Improvvisamente gli allarmi hanno iniziato a suonare, le persone a correre e si sentiva il rumore dei vetri che si rompevano". Così alcuni giornalisti, impegnati in una conferenza stampa alla Regione Abruzzo, a Pescara, raccontano la violenta grandinata. "Stavamo salendo le scale - dicono - quando abbiamo iniziato a sentire dei rumori ripetuti e violenti, come fossero colpi di arma da fuoco. Poi le finestre dello stabile si sono rotte. A quel punto abbiamo raggiunto l'uscita e, restando al riparo, abbiamo visto la grandine, grande come arance o palline da tennis, che cadeva con violenza sulle auto e in strada. C'erano persone che scappavano, automobilisti che percorrevano strade contromano per mettersi al riparo. Il fenomeno, violentissimo - aggiungono - è durato circa cinque minuti. Poi è arrivata una pioggia intensa. Nei minuti successivi, girando per la città, lo scenario era apocalittico: ovunque - concludono - vetri infranti, auto danneggiate, persone in lacrime". 

"La situazione è difficile. La grandinata che si è abbattuta sulla città è stata violentissima con chicchi di grandine grandi come palle da baseball", commenta il sindaco Masci. "Ho parlato con il presidente del Consiglio regionale già stamattina e abbiamo attivato le procedure per la richiesta dello stato di calamità. Diciotto persone sono rimaste ferite proprio per la grandinata - prosegue - e questo dà l'idea della violenza del fenomeno". Convocata una riunione in prefettura. 

Barche affondate e ormeggi spezzati al portocanale. Problemi e grossi disagi alla stzione ferroviaria, anch'essa allagata. Da Bruxelles dove si trova per una serie di incontri istituzionali il governatore Marco Marsilio è in costante contatto con la Protezione civile. "Abbiamo avviato - dice - tutte le attività propedeutiche alla richiesta dello stato di calamità. Stiamo prestando assistenza ai comuni e, al momento, Pescara, Ortona e Francavilla hanno aperto il Coc". 

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