
Dopo migliaia di anni di evoluzione si è passati dal possente cavallo di legno, utilizzato per passare attraverso le mura di Troia, secondo la narrazione omerica, al leggero e maneggevole drone, stavolta utilizzato per cercare per introdurre, all’interno del carcere di Lanciano (Ch), diversi telefonini.
L’episodio risale al 14 settembre scorso quando è stata impedita l’introduzione all’interno del penitenziario di vari cellulari che avrebbero sorvolato le mura della casa circondariale trasportati da un drone. I cellulari avrebbero dovuto raggiungere l’interno della struttura, destinati ad uno dei detenuti.
Il drone è stato rintracciato attraverso un innovativo sistema anti drone che negli ultimi tempi, come spiega in un documento il segretario locale del Sappe - Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Piero Di Campli, "ha limitato di certo ma non impedito i tentativi di portare all’interno del carcere generi vietati o illegali. L'operazione di domenica – continua Di Campli - ha portato al fermo di tre persone, due uomini e una donna, di origini campana e siciliana, rintracciati e bloccati non senza difficoltà, nelle campagne nelle vicinanze del carcere dove, mediante l'utilizzo di un drone professionale, hanno cercato di far arrivare all'interno del penitenziario 14 smartphone che, ricordiamo, ‘dentro’ arrivano a costare anche 3000 euro cadauno".
Il sindacalista, nel lodare l'operazione, ricorda la carenza di agenti che caratterizza il penitenziario frentano, che vive una situazione di "continua emorragia di personale di polizia penitenziaria […] che ha raggiunto la soglia del 40% di personale in meno – aggiunge Di Campli che conclude la nota con un ringraziamento – ai cittadini che condividono il territorio con il carcere, i quali collaborando fattivamente con la polizia penitenziaria, si rendono partecipi della sicurezza sociale e territoriale". 18 sett. 2025
MARIANO PELLICCIARO
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