Lanciano. Toppe botte, e con lesioni, alla figlia... Mamma a processo

Botte alla figlia... Troppe ed esagerate per il giudice.

Per una mamma di Lanciano (Ch) è così scattato il rinvio a giudizio per abuso dei mezzi di correzione e lesioni, avendo malmenato la primogenita di 7 anni causandole ferite. La donna, P.V., di 39 anni, sarà processata il prossimo 9 febbraio ed è difesa dall’avvocato Alessandro Falconio.

La decisione è stata presa ieri dal gup del tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, su richiesta del pm Serena Rossi. Secondo le accuse della Procura, l’imputata nel gennaio 2018 avrebbe abusato dei mezzi di correzione e disciplina nei confonti della figlia minorenne, con ceffoni al volto e botte sul sedere, cagionandole contusioni alla guancia sinistra e sui glutei, quindi contusioni sulle mani, con prognosi di 4 giorni; tra le aggravanti l’aver commesso il fatto contro il proprio discendente. 

Parte civile si è costituto il padre della ragazzina, unitamente alla vittima  e una sorellina, chiedendo un risarcimento di 10 mila euro. Le tre parti lese sono patrocinate dall’avvocato Vincenzo Menicucci. “Le accuse non sono vere e dimostreremo l’innocenza della madre – dice l’avvocato Falconio -. Processo che nasce su accuse dell’ex marito e, evidentemente, per conflittualità tra coniugi".  Educazione con severi metodi di altri tempi. Vicenda che sarà ora chiarita davanti al giudice monocratico Andrea Beli. Per intanto lo psichiatra Danilo Montinaro, di Psichiatrica democratica, spiega:  "L’abuso dei mezzi di correzione va abiurata. I genitori devono saper aiutare i figli a crescere avendo con loro dialogo. Spesso gli stessi genitori non sanno svolgere il ruolo di educatori". 

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