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Il suo arrivo è previsto all'aeroporto di Fiumicino. Verrà riportato in Italia il 13 novembre Marius Adrian Martin, 34 anni, uno degli autori della cruenta rapina nell'abitazione, di contrada Villa Carminello a Lanciano (Ch), dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, messa a segno il 23 settembre scorso. Martin, ritenuto la mente della gang di romeni che ha realizzato il colpo, verrà estradato nelle prossime ore. All'inizio era prevista la data del 9 novembre, ma poi gli è stata concessa una proroga. 

Agli arresti, per l'assalto al villino, ci sono altri suoi 5 connazionali. Appena sceso dall’aereo, e appena metterà piede a Roma, polizia e carabinieri insieme, gli notificheranno l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta del procuratore capo Mirvana Di Serio, nella quale gli si contestano il concorso in rapina pluriaggravata, sequestro di persona, lesioni gravissime e porto abusivo di arma, cioè della roncola con cui è stato tagliato l’orecchio destro alla Bazzan. Quindi verrà condotto i prigione, ma la sua destinazione non è ancora chiara. 

Martin, dopo l'assalto infruttuoso ma violento in casa Martelli, è fuggito nel proprio Paese d'origine, dove è rientrato in bus. Ha lasciato frettolosamente Lanciano, dove viveva da una decina di anni, e si è rifugiato dal padre. Era latitante da 16 giorni, quando lo hanno beccato: stanato e arrestato (vedi foto) dalla polizia a Craiova. Ad inchiodarlo sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche. 

 L'uomo, tra l'altro, il prossimo 5 dicembre dovrà comparire in tribunale a Lanciano per il processo  ad una banda di italo-romeni, sgominata qualche anno fa dalla polizia, e che metteva a segno furti di auto e nelle abitazioni in provincia di Chieti e Pescara. Tutti, sono undici complessivamente gli imputati, debbono rispondere di associazione per delinquere. 

Lui abitava nel centro storico di Lanciano, nella zona tra via Umberto I e piazza del Malvò. Qui, i residenti, ricordano le sue scorribande... "Quando sapevamo che era fuori dal carcere - raccontano - eravamo terrorizzati. Lo vedevamo passare, spavaldo, con tutti quei tatuaggi che gli ricoprono le braccia... Spesso venivano a prenderlo alcuni rom, noti in città per i furti; lo caricavano, casco a nascondere il volto, e via...". 
08 novembre 2018

Serena Giannico
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