Lanciano. Poliziotti aggrediti a Santa Rita. 'Smacco per lo Stato. Quel quartiere è roccaforte di spaccio. Alloggi da sgomberare'

Un coltello da cucina puntato contro gli agenti, minorenni usati come scudo umano e un’operazione di polizia interrotta per evitare una strage.

E' il drammatico bilancio dell'ultimo blitz nel quartiere Santa Rita di Lanciano (Ch), un episodio che ha spinto la segreteria nazionale del Cosap (Coordinamento Sindacale Appartenenti alla Polizia) a inviare una lettera urgente al capo della Polizia, Vittorio Pisani, per denunciare il declino della sicurezza nella zona.

Il pomeriggio del 30 gennaio scorso, quello che doveva essere un controllo mirato alla ricerca di armi e droga si è trasformato in un assedio. Gli agenti del Commissariato di Lanciano, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine di Pescara e dai cani delle Unità cinofile, sono stati brutalmente aggrediti all'interno di un alloggio di edilizia popolare.

Secondo quanto riportato dal sindacato, un intero nucleo familiare di origine sinti si è scagliato contro le divise. Mentre l’attività di controllo portava al rinvenimento di stupefacenti, i genitori hanno reagito con "estrema ferocia", servendosi dei figli minorenni per impedire il lavoro delle forze dell'ordine.

La situazione è degenerata quando una donna ha brandito un coltello di 45 centimetri, minacciando di morte gli agenti. L’operazione è stata forzatamente sospesa per garantire l’incolumità dei minori presenti. Il bilancio finale parla di tre poliziotti feriti, finiti al Pronto Soccorso per lesioni e contusioni. Nonostante la gravità dei fatti, d’intesa con il pubblico ministero, i soggetti - moglie e marito - sono stati denunciati a piede libero: una decisione sofferta, dettata esclusivamente dalla necessità di non esporre i bambini a ulteriore dramma.

"Quando la violenza riesce nell'intento di interrompere un atto giudiziario e costringere lo Stato a ripiegare, il danno d'immagine è incalcolabile," scrive il Cosap. "Il messaggio che ne deriva è che la sfida all'autorità garantisce l'impunità".

La denuncia del sindacato dipinge un quadro inquietante. Il quartiere sarebbe diventato una roccaforte impenetrabile, dove dinamiche criminali radicate controllano militarmente le piazze di spaccio.

Un clima di tensione quotidiana che era già esploso lo scorso dicembre, quando il personale di polizia era stato bersagliato con armi bianche, tra cui un machete.

Il Cosap chiede ora un intervento immediato e risolutivo. Non bastano più i controlli di routine: servono sgomberi sistematici degli alloggi occupati e una presenza massiccia dei reparti inquadrati. "Non è più tempo di attendismi," conclude la nota, "è necessario che la forza della Legge torni a prevalere sull’arroganza del crimine prima che la situazione diventi irreversibile".   

Intanto oggi nuovi controlli nel rione più popoloso della città. 03 febbr. 2026

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