Scandalo delle lenzuola: al via processo ai vertici della Asl Lanciano Vasto Chieti

Scandalo delle lenzuola con presunte fatture gonfiate  per il servizio di lavaggio e noleggio di biancheria negli ospedali della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. L’imprenditore Antonio Colasante, di Lanciano, è sotto inchiesta per concorso in abuso d’ufficio. La notizia è stata ufficializzato oggi dinanzi al Tribunale collegiale di Lanciano dove era prevista l’apertura del processo per i soli dipendenti Asl già rinviati a giudizio per lo stesso reato.

La Procura di Lanciano ha chiuso gli accertamenti suppletivi e chiesto il rinvio a giudizio per Colasante, già arrestato per la vicenda il 6 marzo 2017 e che ora comparirà in una nuova udienza preliminare il 9 marzo 2020.

Stamani, di conseguenza, il collegio (presidente Andrea Belli, giudici a latere Maria Rosaria Boncompagni e Stefania Cantelmi) ha rinviato l’ udienza all’11 dicembre prossimo in attesa che il gup anticipi l’udienza per Colasante e i due procedimenti vengano poi riuniti, sempre che Colasante non venga nuovamente prosciolto. Sul caso l’imprenditore aveva già incassato un’importante assoluzione, il fatto non sussiste, unitamente a 4 amministratori della sua holding, per il reato di riciclaggio sulla mega falsa fornitura di lenzuola negli ospedali, con surplus di liquidazione a Publiclean di 2.130.490 euro, su 4,5 milioni totali: un 20% in più del dovuto dal 2009 al 2015 attraverso sospette fatture irregolari non accompagnate da bolle.

Somma gonfiata che sarebbe stata utilizzata, secondo l'accusa, per compare una villa a Porto Cervo. Al processo che doveva partire oggi sono imputati di abuso il manager Pasquale Flacco, la dirigente Tiziana Spadaccini, finita ai domiciliari e accusata anche di peculato, Stefano Maria Spadano, direttore affari generali e legali e il funzionario economale Rita Pantaleone.

Walter Berghella

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