Sfrattata dal Comune dopo vent’anni, con due figli a carico ed un’anziana ultranovantenne da accudire. E’ la drammatica vicenda che accade a Lanciano (Ch) e denunciata dallo sportello As.i.a (Associazione inquilini ed abitanti) dell’Unione Sindacale di Base (Usb). Protagonista, suo malgrado, Debora Spinelli assegnataria di una casa popolare in un quartiere del centro storico di Lanciano. 

La donna vive nell’abitazione assieme ai due figli maggiorenni, disoccupati ed ad un’anziana con gravi problemi che la signora Debora accudisce 24 ore su 24. “La situazione è grave – spiega Marco Iasci, responsabile As.i.a. – e non si capisce come sia possibile che il Comune di Lanciano abbia potuto prendere questa decisione nei confronti di una famiglia che non ha soldi per tirare avanti visto che si tratta di disoccupati”. La vicenda è molto più intricata, infatti: “Abbiamo cercato senza successo – prosegue Iasci – di risolvere la questione con il Comune ma ci è stato detto che non possono fare niente”. La casa, con sentenza del tribunale di Lanciano numero 283/2016 del 10 giugno 2016, è stata assegnata all’ex marito della donna. 
Secondo As.i.a. c’è un errore da parte del Comune. Si legge in una nota consegnata in conferenza stampa contenente un estrapolato del ‘Regolamento per l'assegnazione degli alloggi comunali del Comune di Lanciano’ che: “L’articolo 15 del regolamento dice, al punto 2, che ‘in caso di separazione giudiziaria, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa famigliare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo…In tali situazioni si procederà alla voltura del contratto in favore del successore…’ E ancora, questa volta all’articolo 16: ‘In caso di trasferimento definitivo dell’assegnatario dell’alloggio appartenente al ‘patrimonio abitativo comunale’ è consentita la successione nel rapporto contrattuale in favore di coloro che, convivendo con l’assegnatario al momento del trasferimento, facevano parte del nucleo famigliare già dal momento dell’assegnazione’. 

“Mi sono separata dal mio ex marito circa 8 anni fa e siamo assegnatari dell’abitazione dal 1998 – afferma Debora Spinelli – . La separazione è stata consensuale e lui ha firmato la rinuncia a tutto, abbandonando l’abitazione e tutto il resto. Gli articoli citati dicono che sono dalla parte della ragione, ci sono le carte che lo provano. Inoltre, ci siamo opposti a questa decisione la sentenza del giudice stabilisce che la nostra è un’emergenza abitativa quindi il provvedimento è sospeso. Noi siamo sicuri di essere nel giusto e non chiediamo niente, solo far valere i nostri diritti”. 11 settembre ‘18 

Piergiorgio Di Rocco 

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