Lanciano. Botte e sangue al mercato: in libertà gli arrestati. La vittima è marito violento: picchiava la moglie in gravidanza

Ambulanti marocchini violenti e sanguinari al mercato ambulante di sabato scorso a Lanciano (Ch):  cambia completamente prospettiva l’accaduto dopo gli interrogatori di garanzia resi oggi al supercarcere di Villa Stanazzo a Lanciano dai due arrestati, ossia i fratelli Mhamed e Mohamed Lafsahi, 49 e 38 anni, residenti a Lanciano e ad Ortona (Ch), finiti in cella per resistenza alla polizia - due gli agenti feriti -, e accusati di lesioni aggravate, per aver spaccato la testa con un tubo di ferro di 40 centimetri al cognato connazionale A.L.,  46 anni, di San Vito, che ha avuto 30 giorni di prognosi.

I fratelli Lafsahi, che sono stati liberati col solo obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, hanno risposto alle domande del gip Massimo Canosa e fotografato l‘accaduto dipingendo la vittima come assolutamente minacciosa e violenta. Sarebbe stato A.L., è stato rierito, ad iniziare il brutale litigio con i cognati - entrambi hanno riportato 15 giorni di prognosi -, che per primi, dopo l’iniziale rissa al loro banco vendita, hanno allertato i carabinieri. Il duro contenzioso era nato perché il cognato, poi ferito alla testa con una spranga, si era visto decadere, il 27 aprile scorso, la potestà genitoriale e poi perché è indagato, con avviso di chiusura delle indagini, del reato di maltrattamenti alla moglie, sorella dei Lafsahi, avvenuto quando la donna era incinta di due gemellini.

Moglie che ha di conseguenza chiesto la separazione, se ne discuterà il 22 maggio al tribunale di Lanciano, dopo pesanti episodi avvenuti durante la gravidanza, allorquando è stata presa a calci, pugni, afferrata al collo nel tentativo di strangolarla, chiusa a chiave in casa, costretta ad alzarsi dal letto per mangiare con lui, il tutto avvenuto nel periodo da marzo all’8 maggio 2017. Dopo la convalida dell’arresto il gip ha scarcerato i fratelli (difesi dagli avvocati Paolo Sisti e Giuseppe Fiordalisi, quest’ultimo avvocato del solo Mhamed), rimarcando il contesto più complesso rispetto agli atti d’arresto, pur non giustificando le loro condotte.  Alla luce delle nuove rivelazioni è stata ridimensionata la loro pericolosità sociale. I due  si sono scusati ed hanno ammesso di aver sbagliato ad aggredire con la mazza di ferro il cognato davanti a quattro agenti della polizia, da lui allertati, e che lo stavano scortando al suo banco di abbigliamento. Gli uomini del commissariato hanno sequestrato anche un mattarello di legno, lungo 57 centimetri, non utilizzato però nella terribile colluttazione tra i tre che ha lasciato sull’asfalto copiose e lunghe scie di sangue.

Walter Berghella

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 959

Condividi l'Articolo