
"Siamo prigionieri in paradiso...". Sono bloccati a Dubai e stanno cercando di rientrare in Italia. Parte da qui la vicenda che coinvolge una famiglia di Lanciano (Ch), attualmente negli Emirati Arabi Uniti e impossibilitata, al momento, a fare ritorno a casa.
Marco Pompa, consulente e agente immobiliare molto conosciuto in città, si trova in Medio Oriente insieme alle figlie, Alisia, che lavora col padre, e Federica che è interior designer e collabora anche con il Politecnico di Milano.
Sono attualmente all’Hotel Kempinski Boulevard, da dove il papà ha anche segnalato la propria situazione di disagio, con un messaggio Whatsapp, al sindaco di Lanciano, Filippo Paolini.
Il clima di instabilità, con voli sospesi, controlli rafforzati e uno scenario di guerra, rappresenta un elemento di incertezza e difficoltà.
"Siamo fermi qua - dice Pompa ad Abruzzolive.tv - Siamo arrivati venerdì e saremmo dovuti ripartire ieri. Sto stressando il mio tour operator, ma chiaramente in questa situazione serve a poco. Noi abbiamo fatto subito il nostro dovere: ci siamo registrati a Italiani nel mondo, ancor prima che si scatnasse il putiferio. E ora aspettiamo - aggiunge -. Abbiamo fatto coincidere una vacanza con un impegno di lavoro, avendo un accordo con una delle società più grandi nel settore immobiliare e quindi ne abbiamo approfittato per un breve soggiorno"
"Siamo arrivati per un incontro, poi vabbè, sabato la situazione è precipitata. Non è piacevole e, per fare un parallelo che abbiamo vissuto tutti, un po' è la sensazione del Covid: fuori c'era il sole e noi il sole non lo potevamo godere. Siamo liberi di uscire e possiamo fare qualunque cosa, sia chiaro. Però non c'è proprio voglia di farlo. I fatti militari... abbiamo visto una bomba cadere sul territorio iraniano, più o meno erano le 18 del pomeriggio, e mezz'ora o tre quarti d'ora dopo è successo l'episodio dei detriti di missili caduti nell'area del resort di lusso Fairmont The Palm su Palm Jumeirah. Stevamo passando lì vicino, abbiamo le riprese delle persone veniamo caricate sull'ambulanza e portate negli ospedali...".
"Poi - prosegue - l'altra cosa che ha destabilizzato molto è che la notte tra sabato e domenica, intorno alle 0:30 ora locale, sono suonati tutti i telefoni collegati con i wi-fi... Ci hanno detto che c'era il rischio di un attacco e che bisognava stare lontani dalle finestre: è stato il panico. La gente scappava dalle stanze con i bambini in braccio per scendere dal 20esimo piano senza ascensore... Un avviso che ha scatenato sicuramente tanta ansia. Speriamo di rientrare quanto prima, siamo tutti con la testa orientati ai nostri impegni".
Il sindaco Paolini si è immediatamente attivato e, secondo quanto riferito, è in costante contatto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con la Prefettura di Chieti per monitorare l’evolversi della situazione. 03 mar. 2026
SERENA GIANNICO e ALESSANDRO DI MATTEO
Ha collaborato GAETANO D'ALESSANDRO
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