Lanciano. Addio a Michele Pancella, maestro dell’arte della falegnameria
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Un uomo che ha dedicato oltre sessant’anni della sua vita alla falegnameria, lasciando un segno nella storia artigiana della città. Michele Pancella, 83 anni, di Lanciano (Ch), è morto qualche giorno fa, a seguito di una terribile malattia che non gli ha lasciato scampo.

Primogenito di cinque figli, ha sempre nutrito una profonda passione per il lavoro manuale e la creazione artigianale-artistica, un talento che ha trovato massima espressione nella sua attività.

Era il fratello maggiore dello scultore Vito Pancella e padre della pittrice Emanuela Pancella, a testimonianza di una vena artistica che attraversa la famiglia da generazioni. Lascia anche un altro figlio, Giuseppe. Ad entrambi i figli, alla nuora Emilia e alla nipotina, lo univa un legame speciale.

Sin da piccolo, Michele aveva le idee chiare sul suo futuro: a soli 12 anni iniziò ad apprendere il mestiere da un falegname della zona, dando così inizio a un percorso che avrebbe segnato la sua esistenza. Dopo anni di esperienza come dipendente, decise di mettersi in proprio, viaggiando anche fuori dai confini nazionali, fino a spingersi in Germania, affinando ulteriormente la sua professionalità. Al suo ritorno, fondò una propria falegnameria, che divenne ben presto un punto di riferimento sul territorio, e anche oltre.

Il talento e la dedizione instancabile al mestiere gli hanno valso la stima e l’ammirazione di molti. Con lui si perde un pezzo della storia artigianale della città. Nelle botteghe di un tempo, la falegnameria era un sapere tramandato, fatto di gesti precisi, esperienza e pazienza. I falegnami lavoravano con strumenti manuali, trasformando materia grezza in mobili, porte e oggetti d’uso quotidiano, spesso decorati con intagli raffinati. Ogni pezzo era unico, frutto di un'abilità che univa funzionalità ed estetica, testimoniando un legame profondo tra uomo e materiale.

I funerali si sono svolti ieri mattina, 31 marzo, nella catterdrale della Madonna del Ponte a Lanciano. Erano presenti, con il loro bagaglio di aneddoti, anche diversi colleghi che lo hanno ricordato con affetto. 01 apr. 2025

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