Lanciano. A processo 48enne che abusò sessualmente della figlia della convivente

Violenze sessuali su minori: in tribunale a Lanciano (Ch) si apre l’ennesimo fronte processuale. Il 10 maggio prossimo un uomo di 48 anni, residente nel comprensorio Sangro -Aventino, dovrà rispondere, col rito abbreviato, della brutale accusa di aver costretto la figlia della convivente, allora sedicenne, ad atti osceni e irripetibili.

Il rinvio a giudizio è stato deciso dal gup Giovanni Nappi. La vicenda ha avuto due filoni d’inchiesta in merito agli abusi subiti dalla ragazzina, con il primo finito con l’archiviazione, su fatti iniziati nel 2016, e per questo il difensore, Tristana Di Menno Di Bucchianico, ha chiesto l’improcedibilità.

Successivamente sono scattati nuovi accertamenti su episodi del 2018 seguiti dal pm Serena Rossi. Indagini di violenze per due volte partite dallo sfogo dell'adolescente fatta a scuola ad insegnanti. La studentessa è stata anche seguita da una psicologa. Sulla prima accusa la vittima ha poi ritrattato, ma nel 2018 c’è un altro accorato sfogo, di nuovo in classe, poi confermato in un successivo incidente probatorio. Non ce l'ha fatta più a sopportare quel macigno che aveva dentro per i vergognosi comportamenti a cui la sottoponeva l’uomo, che viveva sotto lo stesso tetto.

Dopo l’accaduto per un po' di tempo la minorenne è andata a vivere col nonno per stare lontana da un ambiente per lei rivelatosi a rischio. Decisione presa dalla madre, che con l’imputato ha avuto altri figli, appena saputo della dolorosa esperienza della ragazza, che oggi ha 20 anni. Spetta al processo ora fare chiarezza.  01 dic. 2020

Walter Berghella

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