Incidenti a raffica nel Chietino causati da cinghiali e caprioli: Avas lancia l'allarme

"Sabato scorso, alle 8 del mattino, R.S. di Lanciano, a bordo della Mercedes ML 320, in località Santa Calcagna di Rocca San Giocanni (Ch) si è visto tagliare la strada da un capriolo di grossa taglia che passando all’improvviso ha provocato la rottura di tutta la parte anteriore dell’auto. Domenica, I.S., di Atessa, a bordo dei una Polo, in zona Campanelli di località Piazzano di Atessa (Ch), si è visto attraversare, di colpo, la strada da un capriolo di dimensioni considerevoli: l’impatto, di rilevante entità, ha provocato danni tali al mezzo da non renderlo più utilizzabile ed il conducente, un ragazzo, è stato trasportato dapprima al pronto soccorso di Atessa e poi a Lanciano. Ha riportato "cervicalgia da contraccolpo e frattura sternale" con una prognosi di giorni 25. Lunedì, alle ore 24 circa, Franco Capuzzi, noto imprenditore della moda e titolare dello store Capuzzi a Casoli (Ch), alla guida della sua Audi stava percorrendo la Fondovalle Sangro con direzione mare-monti. A circa due chilometri dall’uscita per lo stabilimento Sevel di Atessa un cinghiale di grosse dimensioni gli ha attraversato la strada, causando ingenti danni nella parte latero-anteriore del veicolo". Tre incidenti generati da fauna selvatica in tre giorni consecutivi e Avas (Associazione vittime animali selvatici intitolata a Daniela Martorella) torna a lanciare l'allarme. 

 
L'Avas rende ricorda che, attraverso l’ausilio dei tecnici, che ne sono anche membri costitutivi e componenti del consiglio direttivo) quali il perito Fiorenzo Carlini, lo psichiatra Danilo Montinaro, l’agronomo Domenico Di Nardo e l'avvocato Anna Franca Rossetti, "nel corso di due anni di attività ha prestato e sta prestando assistenza a quanti vi si sono rivolti a causa dei danni subiti sia in agricoltura che in sinistri stradali" causati "dalla proliferazione incontrollata ed indiscriminata degli animali selvatici, soprattutto nella provincia di Chieti". Il 19 luglio scorso una rappresentanza è stata ricevuta dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a cui è stato presentato un progetto redatto da Massimiliano Mezzanotte, docente di diritto regionale all'Università di Teramo, "riguardante i risarcimenti danni a cose e persone a seguito di incidenti con la fauna selvatica. In particolare, la proposta - viene fatto presente in una nota - prevede la copertura assicurativa da parte della Regione dei sinistri con gli animali selvatici. L’utente potrebbe così rivolgere la richiesta direttamente alla Regione, che a quel punto non farà altro che girare la pratica alla compagnia assicurativa. Questo comporterebbe un indubbio vantaggio anche per la Regione in termini di costi di giustizia: allo stato sono numerosissime le cause pendenti, in primo e secondo grado, nei tribunali. La problematica è amplificata a causa dell’elevato numero di esemplari esistenti e della loro rapida riproduzione. E’ necessario quindi che le istituzioni comprendano quanto grave sia il problema e quanto impellente sia trovare soluzioni definitive e risposte certe per la sicurezza dei cittadini". 
 
Tra l'altro - si fa presente - "gli agricoltori sono scoraggiati addirittura nel coltivare i campi, in quanto distrutti dai cinghiali, le richieste di danni da parte delle imprese agricole sono sempre di più e solo una piccola percentuale viene indennizzata dalla Regione Abruzzo, anche perché con la regola del de minimis le grandi aziende non sono affatto rimborsate dei danni subiti. Il bando emanato dalla Regione Abruzzo, riguardo alla questione, è inapplicabile nelle zone collinari e litoranee del nostro territorio, dove oggi invece c’è una maggiore pressione da parte degli ungulati. La gravità del problema richiede soluzioni drastiche ".
06 aprile 2018
 
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