Gessopalena. Morto uno degli ultimi testimoni della strage di Sant'Agata

Erano le 4 del mattino del 21 gennaio 1944, quando in contrada Sant’Agata di Gessopalena, militari dell’esercito tedesco in ritirata, trucidarono barbaramente 36 cittadini che avevano prima radunato in un casolare.

L’eccidio venne consumato lanciando bombe a mano all’interno dell'edificio e poi sterminando i superstiti con raffiche di mitraglia. Ventidue donne e 14 uomini quella notte furono barbarameamente uccisi. Sfuggirono alla morte in quattro, riusciti ad allontanarsi da quei luoghi prima che i tedeschi iniziassero l’immane carneficina ed altri due che miracolosamente resistettero al fuoco e alle bombe, i fratelli Nicoletta e Antonio Di Luzio, allora di 16 e 10 anni.

E' morto ieri a Gessopalena, a 95 anni, uno degli ultimi testimoni della strage, Giuseppe D’Amico (nella foto) di Torricella Peligna, all’epoca diciannovenne. Sfollato a Gessopalena, quella mattina si era allontanato con i familiari alla ricerca di cibo. In prossimità di Sant’Agata il gruppetto era stato fermato da una pattuglia tedesca. Perquisiti e piantonati per circa mezz’ora, mentre erano in corso le uccisioni, per i quattro è scattato l'ordine di “kaput”. Mentre indietreggiavano per essere fucilati sul posto, D’Amico si era buttato in a terra, infilandosi dietro un ulivo e mettendosi così rocambolescamente al riparo. E in salvo. Perse il fratello Silvio, di 34 anni; sua moglie Angiolina Di Paolo e la sorella Maria, di 37 anni. Giuseppe D’Amico ha testimoniato, più volte, nella sua vita la drammatica esperienza, anche all’indomani dei fatti, contribuendo alla loro prima ricostruzione effettuata dai carabinieri di Lanciano. I suo ricordi si trovano tra le testimonianze e documenti raccolti da Gino Melchiorre nel 1999 e poi ancora tra le interviste di Max Franceschelli del 2009.

"Tornai dai miei genitori – ha raccontato – . Appena giorno si vide il fumo di Sant’Agata: avevano incendiato tutto. Ad una certa ora andammo a vedere i nostri morti. Mio padre si fece fare tre casse da Peppe di mastr’Annibale e li seppellimmo a Gesso".

Il presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, e il vice presidente, Mario Zulli, esprimono il più sentito cordoglio per la scomparsa di uno degli ultimi testimoni della spietata strage nazifascista, di cui ricorrerà a breve il 77° anniversario. I funerali domani a mattina a Gessopalena; la tumulazione della salma a Torricella.

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