Furti estivi... Ripulivano le auto in sosta sulla Costa dei trabocchi e nel basso Molise. Otto arresti a Vasto
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La maggior parte dei colpi sono stati messi a segno a Vasto (Ch) nei parcheggi della spiaggia di Punta Penna, nell'ex tracciato ferroviario e sulla Statale 16, in località Mottagrossa e sul lungomare di Termoli (Cb) e Montenero di Bisaccia (Ch). E poi, ancora, a Torino di Sangro, Fossacesia e Ortona. Costa dei trabocchi, quindi, nel mirino. I furti erano perpetrati in particolare sulle automobili dei turisti.

La tecnica era consolidata. Le vittime venivano individuate con appostamenti e attività di osservazione per capire se in macchina potessero avere oggetti di valore e denaro. Una volta spaccato il mezzo e presi portafogli e borsette, i ladri si recavano al bancomat: l'attività investigativa ha permesso di scoprire che sono stati effettuati prelievi illeciti per oltre 30 mila euro. Ora, per questo, in otto sono stati arrestati. 

Le verifiche delle forze dell'ordine hanno riguardato il periodo tra la primavera e l'estate dello scorso anno, quando il gruppetto era diventato "il terrore dei comuni costieri delle province di Chieti e Campobasso": almeno 50 gli episodi tra furti nelle vetture e uso fraudolento di carte di pagamento. Sono le contestazioni mosse dai carabinieri di Vasto agli otto indagati nell'operazione "Street predators" scattata all'alba ed eseguita dal Nucleo operativo radiomobile di Vasto insieme alle compagnie di Campobasso e Termoli, ai cani delle Unità cinofile e al Nucleo elicotteri di Pescara.

In sei sono finiti in carcere, richiusi nella casa circondariale di Vasto e di Chieti (sezione femminile), mentre due sono stati sottoposti a obbligo di dimora. I capi d'accusa sono associazione per delinquere, indebito utilizzo carte di pagamento, furto aggravato e ricettazione. I dettagli sono stati illustrati dal comandante della compagnia di Vasto, Amedeo Consales, e dal responsabile del Nor, Luca D'Ambrosio.

Dopo aver effettuato il furto, gli autori si recavano subito a ritirare contanti negli sportelli automatici di Vasto e San Salvo, o a fare rifornimento di carburante, con il volto parzialmente coperto. Questo era possibile perché spesso alle carte di credito era associato il pin. Le carte in alcuni casi venivano usate in attività commerciali compiacenti, in particolar modo in un bar di Vasto Marina - gestito da uno degli indagati - che simulava acquisti mai avvenuti. 

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Nelle foto la conferenza stampa e gli arrestati

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