
Fu trovata nuda e semi carbonizzata, agli inizi di gennaio scorso, nella boscaglia, in via Cavoni a Giulianova (Ch).
Ora c'è un indagato per la morte di Fabiana Piccioni, estetista 46enne di Giulianova. La donna era scomparsa il 2 gennaio, era uscita da casa e non era più rientrata, ed era stata trovata bruciata, tra la vegetazione, il 9 gennaio successivo.
Sotto inchiesta è finito un albanese di 57 anni, titolare di un'impresa di pulizie in zona, amico della vittima. Dopo la scomparsa di Fabiana, l'uomo ha lasciato l'Italia per tornare in Albania, abbandonando la sua abitazione a Giulianova, dove risiede, e la sua attività, compresi i locali della ditta a Mosciano Sant'Angelo (Te).
Questa mattina i carabinieri hanno effettuato tre perquisizioni proprio in questi luoghi, ritenendole decisive. Nel frattempo, in "un'indagine complessa", come è stata definita oggi dal colonnello Pasquale Saccone, comandante provinciale di Teramo dei carabinieri, erano stati raccolti altri elementi utili all'inchiesta, portata avanti dai carabinieri di Giulianova e del comando provinciale di Teramo.
Gli accertamenti sulla vicenda sono stati coordinati dal pm Greta Aloisi. "E' stato complicato - ha rimarcato Saccone - soprattutto perché negli ambienti della droga si coprivano a vicenda". Trovati riscontri, comunque, anche in testimonianze e immagini della videosorveglianza.
Secondo quanto emerso, Fabiana Piccioni (nella foto), che si dedicava al volontariato ma faceva anche uso di droghe, avrebbe assunto un mix letale di cocaina e oppiacei, che le avrebbe causato un malore. Successivamente, non si sa se fosse morta o meno, il suo corpo è stato dato alle fiamme. Inoltre, risultano scomparsi anche il cellulare, la borsa e la bicicletta con cui lei si spostava.
L'indagato, che non ha precedenti penali, fa la spola tra Italia ed Albania ed attualmente, trovandosi nel nostro Paese, non è considerato irreperibile. Le accuse a suo carico sono spaccio di droga, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere. Gli investigatori continuano a raccogliere prove per fare piena luce sull'accaduto.
Il procuratore Ettore Picardi e il colonnello Saccone non hanno infatti escluso ulteriori sviluppi, a breve, per altri soggetti e per altri reati, anche in attesa dell'esito di alcune tracce di Dna rinvenute sulla vittima, inviate al Ris a Roma e che portano all'indagato, ma non solo. 03 apr. 2025
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